Una nuova e pericolosa campagna di phishing sta circolando in rete, scoperta dai ricercatori di Team Cymru. Gli attaccanti informatici sfruttano il prestigio di multinazionali riconosciute a livello mondiale per ingannare le persone in cerca di occupazione, carpendo le loro credenziali di accesso ai servizi Google. La strategia criminale è costruita con cura e comprende diversi step tecnici pensati per aumentare le probabilità di successo.

Il modus operandi è relativamente semplice ma efficace. Gli hacker raccolgono innanzitutto liste di indirizzi email da piattaforme come LinkedIn e altri social network professionali, estraendo anche informazioni personali quali nome e posizione lavorativa attuale. Successivamente, inviano messaggi di posta elettronica spacciandosi per responsabili delle risorse umane di aziende celebri come Adidas, American Airlines, Coca-Cola, Adobe, OpenAI e Netflix. Le comunicazioni vengono inoltrate attraverso piattaforme legittime quali PeopleForce, specializzata in gestione del personale, e sfruttano anche domini collegati a Salesforce Marketing Cloud, per apparire ancora più credibili.

Negli email truffaldini, gli autori propongono opportunità lavorative principalmente nel settore del marketing. All'interno del messaggio, viene chiesto ai destinatari di cliccare su un collegamento per fissare l'appuntamento con il presunto selezionatore. Questo link avvia una serie di reindirizzamenti che coinvolgono anche il dominio del software gestionale Wise Agent, portando infine la vittima su una pagina contraffatta. Qui appare addirittura la foto e il nome del vero responsabile HR dell'azienda in questione, elemento che amplifica ulteriormente la percezione di legittimità.

Quel che rende particolarmente insidiosa questa truffa è la tecnica impiegata nella fase finale. Per "procedere con la prenotazione dell'intervista", viene richiesto di accedere con le proprie credenziali Google. Ciò che sembra una normale finestra di login è in realtà una trappola elaborata mediante codice HTML e CSS integrato direttamente nella pagina malevola. Questa tecnica, nota come BitB (Browser-in-the-Browser), è sufficientemente sofisticata da non poter essere spostata e appare completamente autentica a un occhio inesperto. Nel momento in cui l'utente inserisce email e password, i malintenzionati intercettano immediatamente le credenziali e acquisiscono il controllo totale dell'account Google della vittima.

Le conseguenze di questa compromissione possono essere gravi. Con accesso al profilo Google, i criminali possono rubare dati sensibili, accedere a servizi collegati, utilizzare l'account per ulteriori attacchi, o vendere le credenziali nel dark web. Gli esperti di sicurezza consigliano di prestare massima attenzione a offerte di lavoro ricevute via email non sollecitate, verificare sempre l'indirizzo di provenienza del mittente, accedere direttamente ai siti ufficiali delle aziende per controllare le posizioni aperte, e utilizzare autenticazione a due fattori sui propri account online come misura protettiva aggiuntiva.