id Software aveva ben più carte da giocare di quanto emerso pubblicamente prima dell'ondata di licenziamenti che ha colpito la software house. Secondo quanto riportato da GamesBeat sulla base di testimonianze di ex sviluppatori e insider vicini allo studio, il team stava valutando diverse direzioni strategiche nel momento in cui Microsoft ha deciso il ridimensionamento. Le opzioni sul tavolo spaziavano da nuovi capitoli della saga Doom fino al rilancio di franchise storici come Perfect Dark, passando per due concept inediti dai profili affascinanti.

Il momento critico è arrivato al termine dello sviluppo di Revelations, l'espansione di Doom: The Dark Ages uscita il 7 luglio 2026, che ha introdotto sei nuovi livelli, creature inedite e il Chain Spear come arma principale. Con questa produzione conclusa, il team stava cercando di tracciare la strada successiva. La prospettiva più coerente con la storia recente dello studio prevedeva un nuovo Doom corredato di funzionalità multiplayer e cooperativa, con possibili contenuti aggiuntivi. Nella riflessione strategica trovava spazio anche un ritorno ad armamenti iconici dei precedenti capitoli Doom 2016 e Doom Eternal, titoli che hanno marcato profondamente l'identità creativa guidata da John Romero.

Ma lo sguardo interno andava oltre il franchise principale. Fury, ideato da Hugo Martin, rappresentava una nuova proprietà intellettuale con caratteristiche fantascientifiche, noir e malavitose, con la Louisiana e Chicago come location principali. Il suo tratto distintivo sarebbero stati gli scontri dinamici nello stile Gun Fu, ispirati al genere di John Wick. Ironwood costituiva invece un concept western-survival declinato con elementi robotici, con un'estetica riconducibile a Westworld. Entrambi rimanevano però solo spunti di discussione interna, privi di annunci ufficiali o garanzie concrete di realizzazione.

Fra le possibilità considerate figurava anche Perfect Dark, la proprietà intellettuale Xbox originariamente sviluppata da Rare. Dopo il fallimento del reboot curato da The Initiative in collaborazione con Crystal Dynamics e la conseguente chiusura dello studio, la IP è tornata teoricamente in discussione presso id Software. Tuttavia non si tratta di un'assegnazione formale: gli addetti ai lavori parlano di un'opzione emersa durante i confronti interni, non di un progetto effettivamente entrato in fase produttiva.

Il quadro si inscrive nel più ampio processo di ristrutturazione che Xbox ha avviato di recente. Secondo le ricostruzioni, circa il 50% dell'organico di id Software è stato interessato dai tagli, con almeno 92 dipendenti coinvolti su una base di circa 185 assunti a tempo indeterminato. I reparti maggiormente colpiti sono stati quelli dedicati alla programmazione dell'intelligenza artificiale, al design tecnico, al rendering, all'architettura dei livelli, al gameplay e al combat design, oltre al team engine e alla creazione degli ambienti. La decisione arriva nel contesto degli investimenti di Microsoft in ZeniMax Media, acquisita nel 2021 per 7,5 miliardi di dollari, atto che ha portato Bethesda e id Software sotto l'ombrello di Redmond.