La Banca Centrale Europea e il Comitato europeo per il rischio sistemico hanno acceso i riflettori su una minaccia crescente per la stabilità finanziaria del continente: l'evoluzione vertiginosa dell'intelligenza artificiale. In una lettera firmata da Claudia Buch, presidente del Supervisory Board dell'Eurotower, sono stati avvertiti i vertici di 110 istituti bancari europei della necessità di affrontare con urgenza i rischi cyber derivanti da questa nuova generazione di modelli AI.

Il problema è concreto e documentato. I sistemi di intelligenza artificiale più sofisticati, come il modello Mythos 5 sviluppato da Anthropic, hanno dimostrato una capacità inquietante: identificare falle critiche nei software e generare exploit funzionanti in tempi talmente brevi da precludere il rilascio delle correzioni di sicurezza. Tanto che sia la National Security Agency che la Cybersecurity and Infrastructure Security Agency statunitense hanno condotto verifiche dirette, confermando i timori degli esperti di sicurezza informatica.

Per questa ragione, le autorità di vigilanza hanno imposto ai principali istituti di credito del continente un piano d'azione rigoroso da sottoporre entro il 31 ottobre 2026, lasciando circa quattro mesi per l'implementazione. Le banche devono condurre una valutazione approfondita dell'impatto di questa minaccia e strutturare una risposta che includa il rafforzamento delle difese dei sistemi informatici collegati a Internet, l'applicazione accelerata delle patch di sicurezza e la disattivazione delle tecnologie obsolete. Ogni piano dovrà definire chiaramente ruoli, responsabilità e scadenze, oltre ad assicurare l'allocazione delle risorse necessarie.

La preoccupazione che emerge dalle sedi istituzionali europee non riguarda soltanto lo stato attuale della sicurezza bancaria, ma soprattutto gli scenari futuri. L'accesso pubblico a modelli AI di pari potenza rappresenterebbe un salto qualitativo nel panorama delle minacce cyber. Il Comitato europeo per il rischio sistemico, nel suo avvertimento ufficiale, ha sottolineato anche una vulnerabilità strategica dell'Unione: la dipendenza dalle aziende tecnologiche statunitensi nel settore dell'intelligenza artificiale. Un problema che la Commissione europea intende affrontare accelerando lo sviluppo di capacità AI endogene al continente, in linea con gli obiettivi della sovranità tecnologica europea.