Doctolib, la principale piattaforma europea per la prenotazione di visite mediche, sta per iniziare a sfruttare le informazioni sanitarie dei suoi utenti come materia prima per addestrare algoritmi di intelligenza artificiale. La decisione è stata comunicata direttamente agli iscritti attraverso una campagna di notifiche via email, in linea con gli obblighi previsti dalla normativa europea sulla protezione dei dati. Sebbene il progetto sia stato presentato con intenti dichiaratamente benefici, la mossa ha riacceso il dibattito sulla gestione della privacy nel settore sanitario digitale.
Secondo quanto comunicato da Doctolib, l'iniziativa rientra in un progetto di ricerca intitolato "Migliorare i percorsi di cura grazie all'intelligenza artificiale". L'azienda sostiene che l'analisi algoritmica dei dati potrebbe contribuire a risolvere problemi strutturali del sistema sanitario, in particolare la congestione degli appuntamenti e il coordinamento tra diversi professionisti durante il follow-up dei pazienti. L'intelligenza artificiale, secondo questa logica, potrebbe aiutare a identificare precocemente eventuali complicazioni cliniche e ottimizzare la continuità assistenziale. Per realizzare questo progetto, Doctolib intende utilizzare dati demografici e informazioni mediche, sia quelle inserite autonomamente dagli utenti che quelle registrate dai medici stessi.
Un aspetto importante riguarda il trattamento di questi dati: sebbene non verranno anonimizzati completamente, Doctolib assicura che le informazioni raccolte non consentiranno l'identificazione diretta dei pazienti. I dati destinati all'addestramento dell'IA saranno conservati per un periodo massimo di cinque anni. Nonostante le rassicurazioni fornite, la pratica di utilizzare informazioni sanitarie sensibili per addestrare sistemi automatizzati rimane un aspetto controverso dal punto di vista etico e normativo.
Per chi desidera opporsi a questa raccolta, le normative dell'Unione Europea prevedono meccanismi di dissenso esplicito. Gli utenti che hanno ricevuto l'email da Doctolib troveranno, nei paragrafi finali del messaggio, un collegamento a un modulo online per rifiutare il consenso all'uso dei propri dati per l'addestramento dell'IA. La procedura è semplice e richiede pochi minuti: è sufficiente leggere attentamente la comunicazione ricevuta e seguire il link fornito per negare l'autorizzazione. Non è necessario contattare il servizio clienti o completare lunghe pratiche burocratiche.
Questa operazione di Doctolib si inscrive in un panorama più ampio in cui le grandi piattaforme digitali raccolgono dati personali per alimentare i loro sistemi di intelligenza artificiale. Meta, Google e altre aziende tech operano in modo analogo, anche se spesso meno trasparente. La differenza sostanziale è che nel settore sanitario i dati in questione appartengono a una categoria particolarmente sensibile e tutelata: le informazioni mediche richiedono un livello di protezione più elevato rispetto ai semplici dati comportamentali. Per questo motivo, la mossa di Doctolib merita attenzione e invita a riflettere sul bilanciamento tra innovazione tecnologica e diritto fondamentale alla riservatezza.