Il Ministero dell'Intelligence della Repubblica Islamica ha reso noto attraverso un comunicato ufficiale di aver intercettato e confiscato un ingente quantitativo di dispositivi Starlink provenienti dall'estero. Secondo Teheran, questi terminali rappresentano un tentativo deliberato delle potenze occidentali di aggirare i controlli imposti dal governo sulla circolazione di informazioni nel Paese.
La capitale iraniana ha sottolineato come il possesso e l'utilizzo della tecnologia satellitare fornita da SpaceX costituisca una violazione della legislazione nazionale. In una dichiarazione alquanto severa, le autorità hanno precisato che chiunque venga sorpreso a servirsi di questi dispositivi in tempo di conflitto andrà incontro alle sanzioni più pesanti previste dall'ordinamento giuridico locale, senza escludere pene corporali o detentive.
Dal momento dell'escalation del conflitto, Teheran ha implementato un blocco generalizzato della rete internet sul territorio nazionale, una misura pensata per limitare la diffusione di contenuti ritenuti destabilizzanti e controllare il flusso informativo. Tuttavia, una fetta crescente di cittadini più esperti dal punto di vista tecnologico ha trovato un escamotage: procurarsi illegalmente i ricevitori satellitari Starlink e condividere il segnale internet acquisito con amici e familiari, creando una sorta di rete parallela sotterranea.
Questo fenomeno rappresenta una sfida concreta per il controllo governativo sulle comunicazioni ed evidenzia la determinazione di parte della popolazione a mantenersi connessa nonostante i divieti ufficiali. La mossa repressiva del Ministero dell'Intelligence appare quindi una risposta diretta a questa diffusione incontrollata, benché esperti analisti ritengano difficile contenere completamente il ricorso a simili tecnologie in un contesto di conflittualità internazionale persistente.