Inizia domani presso l'hotel Sheraton di Roma il XIII Congresso Nazionale dello Snals-Confsal, l'organizzazione sindacale che rappresenta il personale della scuola, università, ricerca e formazione artistica. L'evento assume una rilevanza storica particolare: coincide infatti con il 50esimo anniversario della fondazione del sindacato, risalente al 1976. Tre giorni di lavori intensi attenderanno i delegati, con la giornata inaugurale dedicata all'elezione della nuova segreteria generale e della direzione nazionale, oltre alla relazione della segretaria uscente Elvira Serafini.

Il programma prevede mercoledì la presentazione del documento programmatico, giovedì l'intervento di ministri e rappresentanti di altre organizzazioni sindacali, e infine venerdì l'approvazione delle risoluzioni finali. Ma oltre alle nomine, il Congresso affronta questioni tutt'altro che marginali per il futuro dell'istruzione italiana. In primo piano figura il rinnovo del contratto collettivo nazionale per il triennio 2025-2027, le cui trattative sono già avviate presso l'Aran dal mese di marzo.

Serafini non ha usato mezzi termini nel descrivere lo stato di salute del sistema educativo italiano: "Viviamo un periodo difficile, dove le riforme risultano frammentarie e il riconoscimento sociale verso chi lavora nella scuola continua a diminuire. Il nostro Congresso rimette in primo piano chi quotidianamente sostiene le istituzioni scolastiche con impegno e competenza". La segretaria ha inoltre sottolineato l'esigenza di garantire stipendi adeguati e di affrontare il problema della precarietà lavorativa, che caratterizza ancora troppi insegnanti e operatori scolastici.

I temi all'ordine del giorno sono ampi e complessi. Oltre al rinnovo contrattuale e alla stabilizzazione del personale precario, il Congresso analizzerà l'impatto dell'intelligenza artificiale nel mondo della formazione, le conseguenze dell'autonomia differenziata (che il sindacato teme possa allargare le disparità tra le regioni), i problemi di governance del sistema e l'insufficienza cronica di finanziamenti. "La scuola non è una spesa, bensì un investimento strategico per il Paese", ha ribadito Serafini, tracciando la linea sindacale che dovrà guidare le negoziazioni: proteggere il potere d'acquisto dei lavoratori, valorizzare le competenze professionali e ripristinare la contrattazione come strumento di equità.

Per gli organizzatori, il Congresso rappresenta più di un semplice momento interno di confronto: intende costituire un laboratorio politico e culturale dove elaborare strategie capaci di guardare oltre le emergenze quotidiane. Le parole chiave che guideranno i tre giorni romani sono autonomia, responsabilità e coesione, concetti che il sindacato auspica possano orientare anche le scelte legislative nel prossimo futuro. L'obiettivo complessivo è restituire alla scuola italiana un ruolo centrale nello sviluppo economico e culturale del Paese.