Blue Origin ha annunciato un cambio di rotta nella sua storia finanziaria: per la prima volta da quando è stata fondata oltre due decenni fa, la società ha aperto le porte a investitori esterni, raccogliendo circa 10 miliardi di dollari. Una mossa strategica che segna l'accelerazione verso l'obiettivo della conquista lunare e che valuta l'azienda di Jeff Bezos a quota 130 miliardi di dollari. A guidare il round di finanziamento è stato l'hedge fund Coatue Management con 4 miliardi, mentre lo stesso Bezos ha versato ulteriori 2 miliardi dalle proprie tasche. I restanti 4 miliardi provengono da un consorzio di altri investitori.
L'iniezione di capitale arriva in concomitanza con l'accelerazione dello sviluppo dei lander lunari Blue Moon, gli apparecchi che porteranno esperimenti e astronauti sulla Luna nei prossimi anni. John Couluris, dirigente dell'azienda, ha riferito durante la conferenza Spacetide che sono attualmente in fase di sviluppo ben sette mezzi: quattro versioni Mark 1 senza equipaggio e tre modelli Mark 2 dotati di habitat per gli astronauti. Il primo lander, denominato Endurance, dovrebbe raggiungere il suolo lunare nel primo trimestre del 2027, trasportando due strumenti scientifici nella missione Base Moon I. Questo rappresenta un slittamento rispetto alle scadenze originarie, causato dai ritardi nel lancio del razzo New Glenn, il cui debutto è atteso entro la fine del 2026 secondo le speranze della dirigenza.
Il cronoprogramma prevede il lancio del secondo Mark 1 entro la fine del 2027 con a bordo il rover VIPER, uno strumento cruciale per la ricerca di risorse idriche lunari. Entrambi questi lander sono già in fase avanzata di realizzazione. Durante il 2028 toccherà ai successivi due Mark 1 di dirigersi verso la Luna, trasportando i rover LTV sviluppati da Astrolab e Lunar Outpost, secondo le specifiche tecniche comunicate dalla NASA. Parallelamente procede senza sosta lo sviluppo del primo Mark 2, il modello che sarà protagonista della missione Artemis III, originariamente programmata per la metà del 2027, a bordo della quale volerà anche l'astronauta italiano Luca Parmitano.
Gli ultimi due lander della serie, classificati come Mark 2 Alpha poiché ancora nelle prime fasi progettuali, avranno ruoli altrettanto decisivi. Uno sarà dedicato al test di un allunaggio senza equipaggio previsto nel 2028, mentre l'altro avrà il compito fondamentale di depositare i primi astronauti sul suolo lunare, benché rimanga ancora incerto se questo accadrà con Artemis IV o con missioni successive. La tempistica finale di questi ultimi due voli dipenderà infatti dal completamento della seconda rampa di lancio di Blue Origin, la cui realizzazione non dovrebbe concludersi prima della fine del 2027. La convergenza tra i capitali acquisiti e il programma operativo rappresenta il segnale più chiaro della determinazione dell'azienda a diventare un pilastro della nuova era di esplorazione lunare.