Nel corso di un incontro pubblico organizzato al Caffè letterario di via Ostiense, l'ex magistrato Piercamillo Davigo ha preso posizione critica nei confronti della riforma giudiziaria voluta dall'esecutivo. Intervistato dal direttore Marco Travaglio durante la manifestazione denominata "La settimana del no", Davigo ha smontato punto per punto gli argomenti a favore della riforma, contestando la vulgata ufficiale secondo cui il provvedimento mirerebbe a correggere le disfunzioni del sistema giudiziario.
Secondo il parere di Davigo, la riforma del ministro della Giustizia Carlo Nordio non avrebbe alcun collegamento reale con il tema degli errori giudiziari, che rappresenta il principale cavallo di battaglia del governo per giustificare il provvedimento davanti all'opinione pubblica. Al contrario, l'ex magistrato sostiene che l'obiettivo vero e proprio sia quello di indebolire l'indipendenza della magistratura e ridurre la sua capacità di operare controlli sul potere esecutivo e legislativo.
Davigo ha utilizzato la questione dei migranti trasferiti nel Centro per i rimpatri in Albania come esempio concreto per illustrare le sue preoccupazioni. La sentenza che ha bloccato tale operazione rappresenterebbe, nella prospettiva critica di Davigo, esattamente il tipo di decisione che l'attuale governo vorrebbe impedire attraverso la riforma. "La verità è che questo governo vuole che le sentenze dei giudici siano in linea con quelle della politica di maggioranza", ha dichiarato Davigo, tracciando una linea diretta tra la riforma giudiziaria e l'intento di subordinare le scelte dei magistrati alle priorità politiche dell'esecutivo.
L'intervento di Davigo si inserisce nel quadro della campagna referendaria che il Fatto Quotidiano sta conducendo in vista della consultazione popolare sulla riforma. La rassegna "La settimana del no", di cui questo evento rappresenta il primo appuntamento, intende raccogliere voci critiche e fornire elementi di valutazione ai cittadini sul tema della riforma costituzionale. La newsletter settimanale del giornale, intitolata "Preferirei di NO", continuerà fino alla data del referendum per illustrare le motivazioni dell'opposizione al provvedimento.