Arriva sul mercato un'alternativa radicale a Windows 11: Tiny11 25H2 rivoluziona l'approccio al celebre sistema operativo di Redmond, sgonfiandolo fino a richiedere appena 8 gigabyte di spazio, contro i 20 della configurazione standard. Il progetto, sviluppato da NTDEV e disponibile attraverso il repository GitHub tiny11builder, si basa sulla recente release 25H2 di Microsoft (ufficialmente lanciata il 30 settembre 2025) e rappresenta una soluzione per chi possiede computer ancora funzionanti ma incapaci di reggere l'ingombro dell'installazione completa.

La magia dietro questa riduzione risiede in una sottrazione selettiva: sviluppatori hanno rimosso decine di applicazioni e servizi considerati non essenziali, conservando però le funzioni base come Calcolatrice, Blocco note, Paint e accesso al Microsoft Store. Il file ISO risultante pesa 5,3 gigabyte ed è stato già scaricato oltre 508mila volte. Non si tratta però di una distribuzione ufficiale Microsoft: è una modifica che utilizza uno script PowerShell capace di lavorare su qualsiasi release di Windows 11, applicando tecniche di compressione e file autounattend per aggirare la necessità di un account Microsoft durante la configurazione iniziale.

Ma il risparmio ha un costo nascosto. Microsoft richiede per Windows 11 standard un processore a 64-bit compatibile da almeno 1 GHz con 2 core, 4 gigabyte di RAM, 64 gigabyte di storage, firmware UEFI con Secure Boot e TPM 2.0. Tiny11 25H2 consente l'installazione su hardware più datato, un elemento cruciale dopo la fine del supporto a Windows 10 avvenuta il 14 ottobre 2025. Tuttavia, una build modificata non offre le stesse garanzie di una versione standard, soprattutto riguardo agli aggiornamenti critici di sicurezza e manutenzione.

Il progetto distingue tra due varianti: la versione principale mantiene una certa compatibilità con gli update futuri, permettendo l'aggiunta di lingue e funzionalità successivamente. Tiny11 Core, invece, è molto più aggressiva nella rimozione dei componenti e gli sviluppatori stessi la consigliano solo per test e macchine virtuali, non per l'uso quotidiano, poiché sacrifica completamente la possibilità di ampliare il sistema dopo l'installazione.

Il limite reale emerge proprio qui: qualora lo script rimuova per errore componenti essenziali, alcuni aggiornamenti critici potrebbero risultare incompatibili o impossibili da installare. Chi sceglie questa strada deve essere consapevole di rinunciare a una parte della solidità che contraddistingue Windows 11, in cambio di un sistema decisamente più snello. Un compromesso che per molti proprietari di computer vecchi potrebbe valere la pena, purché consci dei rischi.