Una situazione spiacevole attende diversi utenti che hanno scelto di seguire i Mondiali di calcio attraverso il Pass Mondiali DAZN commercializzato da TIM. Secondo quanto emerge da discussioni pubbliche su forum specializzati, alcuni clienti dell'operatore telefonico si sarebbero ritrovati l'accesso ai contenuti bloccato circa trenta giorni dopo l'attivazione del servizio, ben prima della data di termine prevista dal contratto: il 20 luglio 2026, il giorno successivo alla finale della competizione.

Il pass in questione rappresenta un'iniziativa nata dalla collaborazione commerciale tra TIM e DAZN, annunciata a fine maggio. A un prezzo vantaggioso di 9,99 euro una tantum, senza alcun rinnovo automatico, offriva accesso integrale alle 104 partite del torneo, di cui 69 trasmesse in esclusiva dalla piattaforma di streaming, oltre a highlights quotidiani e contenuti dell'archivio FIFA+. Era riservato ai soli clienti TIM in possesso di una linea fissa o mobile senza TIMVISION dotato di DAZN, e al lancio rappresentava l'opzione economicamente più conveniente disponibile sul mercato, considerato che DAZN direttamente vendeva un equivalente a 24,99 euro.

Secondo le testimonianze raccolte, un cliente ha acquistato il pass dal proprio account MyTIM il 5 giugno, trovandolo inattivo esattamente il 5 luglio e perdendo la possibilità di guardare Argentina-Egitto, una delle sfide trasmesse in esclusiva DAZN. Un'altra persona riferisce un'identica esperienza, con il blocco intervenuto allo scadere del primo mese di validità. Viceversa, un contatto che ha sottoscritto il servizio dieci giorni dopo mantiene ancora l'accesso regolare. La dinamica irregolare suggerisce possibili anomalie nel sistema di gestione automatica della scadenza.

La gestione della criticità ha evidenziato una difficoltà nel coordinarsi tra i due operatori. DAZN rimanda i reclami a TIM, essendo quest'ultima responsabile della vendita e della fatturazione. Un operatore del servizio clienti TIM ha dichiarato all'interno di una conversazione di non disporre di spiegazioni sulla chiusura anticipata e ha garantito un rimborso completo. Tuttavia, in altri casi, TIM ha sostenuto di aver rilevato una cessazione volontaria del servizio attraverso l'app MyTIM, ricondotta dunque a un'azione deliberata dell'utente. I clienti contestano questa versione, affermando di non aver mai dato istruzioni di disattivazione e chiedendo accesso alla cronologia dettagliata delle operazioni, che non mostra alcun comando di cessazione nei registri visibili.

TIM ha dichiarato di aver avviato verifiche approfondite per chiarire l'accaduto e non ha riscontrato blocchi anomali nei propri sistemi di controllo. L'indagine in corso dovrà accertare se si tratti di un difetto tecnico nell'algoritmo di scadenza automatica oppure di un'errata configurazione durante l'implementazione del servizio. Nel frattempo, chi ha subito il disservizio e desidera segnalare il problema può contattare direttamente la redazione per contribuire alla ricerca della verità sui fatti.