Le aziende che puntano all'intelligenza artificiale come soluzione universale rischiano di brancolare nel buio. A lanciare l'allarme è Jennifer Colapietro, responsabile della piattaforma di modernizzazione digitale presso PwC, che in un'analisi pubblicata su TechRadar Pro sottolinea un aspetto spesso sottovalutato: l'AI non può funzionare efficacemente se non poggia su fondamenta aziendali robuste e ben strutturate.
Secondo l'esperta, le iniziative di intelligenza artificiale in ambito enterprise vanno frequentemente incontro a fallimenti clamorosi perché le organizzazioni non si concentrano su ciò che davvero conta: l'architettura interna dell'azienda. Processi disordinati, dati frammentati e sistemi informativi non integrati trasformano i progetti di AI da opportunità strategiche in costosi insuccessi.
La questione investe anche i sistemi gestionali integrati come gli ERP. Non è sufficiente introdurre tecnologie di machine learning o automazione intelligente se prima non si mette ordine nei flussi di lavoro, nella qualità dei dati e nella governance aziendale. È come costruire un grattacielo su sabbie mobili: l'infrastruttura può essere all'avanguardia, ma il progetto è comunque destinato a crollare.
Le aziende che intendono sfruttare veramente l'IA dovrebbero dunque iniziare con un'operazione di bonifica organizzativa: mappare i processi, standardizzarli, digitalizzare i dati e garantire coerenza informativa. Solo in questo modo la tecnologia potrà esprimere il suo vero potenziale e generare valore reale misurabili.