A partire dal 7 luglio di quest'anno, ogni veicolo nuovo immatricolato nell'Unione europea deve rispettare i nuovi standard di sicurezza previsti dal regolamento comunitario 2019/2144. Accanto a sistemi già noti come il limitatore intelligente di velocità, la scatola nera e l'alcolock, la Commissione europea ha introdotto due tecnologie particolarmente invasive: il Driver Drowsiness and Attention Warning (DDAW), che rileva la sonnolenza, e l'Advanced Driver Distraction Warning (ADDW), che identifica comportamenti distratti come l'uso dello smartphone alla guida. Quest'ultimo è divenuto obbligatorio proprio a luglio, mentre negli Stati Uniti entreranno in vigore norme simili nel corso del prossimo anno.
Il funzionamento di questi sistemi si basa su una videocamera a infrarossi posizionata all'interno dell'abitacolo, capace di operare anche in condizioni di scarsa luminosità notturna. L'apparecchio monitora continuamente la direzione dello sguardo, l'assetto della testa e il battito palpebrale del guidatore, alla ricerca di indicatori di affaticamento o mancanza di attenzione. Nel momento in cui vengono rilevati segnali sospetti, il sistema entra in azione attivando una spia luminosa sul cruscotto, un avviso sonoro o una vibrazione del volante e del sedile per richiamare l'attenzione del conducente.
Numerosi specialisti di protezione dei dati hanno scelto di lanciare l'allarme circa i rischi effettivi per la riservatezza personale. Secondo il loro parere, le automobili rischiano di trasformarsi in veri e propri sistemi di sorveglianza permanenti. L'Unione europea sostiene che i dati biometrici non vengono registrati in video, non rimangono memorizzati e non escono dai confini del veicolo. Tuttavia, esiste il concreto rischio che i produttori automobilistici trasmettano queste informazioni sensibili ai propri data center o le cedano a società assicurative, pratica già documentata in alcuni Stati americani come il Texas. Il quadro normativo europeo rimane più severo, riducendo al momento la probabilità di simili abusi.
Un altro elemento di preoccupazione riguarda l'affidabilità tecnica di questi sistemi. Gli stessi costruttori di veicoli hanno ammesso la possibilità di falsi positivi: i sensori potrebbero interpretare erroneamente segnali di stanchezza, confondere movimenti oculari naturali legati a patologie motorie con distrazione, o reagire in modo sproporzionato a momenti di disattenzione passeggera. Gli esperti inoltre temono che funzionalità di controllo supplementari possano essere aggiunte in futuro tramite aggiornamenti software automatici senza esplicito consenso dell'utente.
Sul versante economico, è pressoché certo che questi sistemi comporteranno un aumento dei listini automobilistici. Le industrie sostengono che la tecnologia contribuirà a ridurre il numero di incidenti stradali e, di conseguenza, a contenere i premi assicurativi. I ricercatori di Malwarebytes consigliano ai potenziali acquirenti di consultare attentamente la documentazione sulla tutela della privacy prima di sottoscrivere un contratto di acquisto, sebbene tali documenti risultino spesso incomprensibili per l'automobilista medio.