Washington ha deciso di allentare significativamente le restrizioni sul trasporto del petrolio russo, autorizzando il movimento di centinaia di milioni di barili attualmente dispersi nei mari del mondo. Il Dipartimento del Tesoro americano ha emanato nuove disposizioni il 12 marzo che consentono il transito e la commercializzazione del greggio russo attraverso la cosiddetta flotta fantasma, le petroliere senza bandiera utilizzate da Mosca per aggirare le sanzioni internazionali.

La mossa rappresenta un cambio di rotta deciso rispetto alla politica sanzionatoria finora adottata. Washington giustifica la decisione con l'urgente necessità di stabilizzare i prezzi globali dell'energia, che hanno registrato un incremento del 40 per cento dall'inizio della guerra in Ucraina. Tra le navi esentate figure la Myra, petroliera che era stata colpita dalle sanzioni americane nel 2022 per il suo coinvolgimento nel traffico di greggio russo e iraniano. L'esenzione si estende anche ai commercianti, ai broker e alle società di assicurazione coinvolte nelle operazioni.

Sotto il profilo economico, la Federazione Russa ha investito circa 10 miliardi di dollari tra il 2022 e il 2024 nell'acquisizione di petroliere di seconda mano, principalmente provenienti dal mercato europeo, costruendo un'armata di navi utilizzate per eludere i controlli internazionali. Contestualmente, il Dipartimento di Giustizia statunitense ha comunque proceduto con azioni di confisca civile nei confronti della famiglia Shamkhani, sequestrando oltre 15 milioni di dollari legati alle operazioni marittime ritenute legate a organizzazioni terroristiche.

La decisione americana ha provocato una reazione compatta e critica dall'Unione Europea. Kaja Kallas, Alto rappresentante dell'Ue per gli Affari esteri, ha dichiarato che il timing non potrebbe essere più sfavorevole per Kiev, sottolineando come il provvedimento rappresenti un'opportunità di profitto per Mosca nel pieno del conflitto. L'Europa ha ribadito la necessità di intensificare le misure sanzionatorie contro la flotta fantasma russa, piuttosto che attenuarle. Il blocco quasi totale dello Stretto di Hormuz, principale collo di bottiglia del commercio petrolifero globale, continua a rappresentare un elemento critico, con migliaia di navi ancora bloccate e il flusso principale dei carichi diretti verso la Cina.