Un'operazione dei tribunali kenioti ha portato all'incriminazione di due uomini accusati di traffico illegale di fauna selvatica. Al centro della vicenda il sequestro di oltre duemila formiche vive, scoperte all'aeroporto internazionale Jomo Kenyatta di Nairobi in circostanze che hanno destato l'attenzione delle autorità locali.
Zhang Kequn, cittadino cinese di 27 anni, è stato fermato martedì scorso mentre si preparava a lasciare il Kenya. Secondo i documenti processuali, l'uomo aveva con sé le formiche racchiuse in capsule e siringhe, pronto per l'imbarco. Il secondo imputato, di cui non sono stati resi pubblici i dettagli identificativi, è stato incriminato lunedì con l'accusa di aver fornito consapevolmente gli insetti a trafficanti stranieri. Entrambi hanno dichiarato la propria innocenza dinanzi alla magistrata Irene Gichobi, che ha comunque disposto la loro custodia cautelare in attesa di sviluppi investigativi.
Il caso mette in luce un mercato sommerso ma molto redditizio: i collezionisti appassionati di formiche sono disposti a pagare cifre considerevoli per acquisire colonie vive da allevare in speciali contenitori trasparenti, i cosiddetti formicai. Questi ultimi permettono agli hobbisti di osservare da vicino le intricate strutture sociali e i complessi comportamenti che caratterizzano la vita di questi insetti, rendendo il traffico particolarmente lucroso nonostante i rischi legali.
La scoperta rappresenta un colpo significativo per le autorità keniote nella lotta contro il traffico di fauna selvatica, un fenomeno che continua a rappresentare una sfida rilevante per la conservazione della biodiversità e per la repressione delle attività criminali transnazionali.