La segretaria nazionale del Partito Democratico Elly Schlein ha lanciato un'aspra critica nei confronti della coalizione di centrodestra, accusandola di aver disatteso l'appello autorevole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in merito al referendum sulla riforma della magistratura. Nel corso di un evento organizzato a Napoli per promuovere il voto contrario al quesito referendario sulla separazione delle carriere dei magistrati, Schlein ha sottolineato come la destra abbia scelto di procedere imperterrita, ignorando le preoccupazioni espresse dalle più alte cariche dello Stato.

Secondo la leader dem, la battaglia contro questa riforma deve concentrarsi soprattutto sui contenuti e sui reali effetti che avrebbe sulla qualità della giustizia per i cittadini italiani. "Non si tratta di dire no a prescindere agli interventi nel settore giudiziario" ha precisato Schlein, bensì di opporsi a una proposta che, a suo parere, non comporterebbe miglioramenti sostanziali. Al contrario, ha evidenziato come il vero obiettivo della riforma sarebbe quello di sottoporre i giudici al controllo dell'esecutivo.

La segretaria del Pd ha inoltre criticato duramente le dichiarazioni di esponenti di governo e loro collaboratori che, a suo dire, hanno esplicitamente ammesso l'intento di neutralizzare l'indipendenza della magistratura. Ha fatto riferimento in particolare alle parole della dottoressa Bartolozzi, accusata di aver invitato pubblicamente a votare sì al referendum per "eliminare" la magistratura, utilizzando un linguaggio particolarmente duro. Schlein ha evidenziato come tale esponente non si sia né scusata né dimessa, tentando invece di attenuare quanto detto asserendo che le sue affermazioni riguardavano soltanto una parte della magistratura.

La posizione dem rimane ferma nel contestare una riforma che, secondo Schlein e il suo partito, comporterebbe rischi significativi per l'indipendenza della magistratura e per lo stato di diritto nel paese. La campagna referendaria del centrosinistra punta quindi a mantenere il focus sulla sostanza della questione, evidenziando come questa riforma non rappresenterebbe un miglioramento per i cittadini italiani e la loro relazione con il sistema giudiziario.