La China Aerospace Science and Technology Corporation ha segnato un traguardo cruciale nel settore aerospaziale: il recupero e il riutilizzo del primo stadio del razzo Long March 10B. Questo successo colloca la nazione asiatica tra gli attori globali più avanzati nella tecnologia dei vettori riutilizzabili, dopo SpaceX e Blue Origin, dimostrando come la corsa allo spazio sia sempre più competitiva e innovativa.

Il lancio è avvenuto l'10 luglio alle 6:15 dal Wenchang Commercial Space Launch Site sull'isola di Hainan. Il primo stadio, equipaggiato di sette motori alimentati a cherosene e ossigeno liquido, ha compiuto una manovra di rientro controllato mentre il secondo stadio, munito di un motore a metano e ossigeno liquido, proseguiva per immettere in orbita il satellite CX-26. Quello che ha reso storica questa missione è però il sistema adottato per il recupero: invece di un atterraggio controllato su piattaforma galleggiante come avviene con il Falcon 9 di SpaceX, o di una cattura meccanica come nel caso dello Starship, la Cina ha implementato il cosiddetto net-capture, un metodo innovativo basato su una rete di cavi.

La tecnologia si distingue per semplicità ed efficienza: quattro sensori LiDAR posizionati agli angoli di una nave specializzata guidano l'avvicinamento della rete di cavi verso il primo stadio in discesa. L'ogiva dello stadio è dotata di quattro uncini che si agganciano ai cavi, stabilizzando la struttura prima del recupero definitivo. Un approccio alternativo e potenzialmente meno complesso rispetto alle soluzioni concorrenti, che riduce significativamente il peso complessivo del sistema di atterraggio e aumenta la capacità di carico utile.

Il Long March 10B è destinato a operazioni di lancio satellitare e missioni di rifornimento verso la stazione spaziale cinese Tiangong, rappresentando un elemento chiave nella strategia di autonomia spaziale di Pechino. Ma l'ambizione punta ancora più in alto: la versione con tre stadi, denominata Long March 10, dovrebbe trasportare lander e astronauti verso la Luna, possibilmente entro il 2030, inserendo la Cina fra i protagonisti della nuova stagione dell'esplorazione lunare.