Il Dipartimento del Commercio americano ha deciso di semplificare significativamente l'accesso agli acceleratori e ai server di intelligenza artificiale negli Emirati Arabi Uniti. Fino a oggi, qualsiasi transazione richiedeva un'autorizzazione individuale e laboriosa. Da ora in poi, il governo emiratino e un gruppo ristretto di partner tecnologici potranno acquistare componenti di calcolo avanzato seguendo procedimenti amministrativi snelliti, senza attendere l'approvazione tedioso di ogni singola operazione. Questa decisione rappresenta una svolta nelle politiche restrittive che Washington aveva mantenuto nei confronti della regione mediorientale in materia di tecnologie sensibili.

La riclassificazione tecnica è sostanziale: gli Emirati passano dai gruppi D:3 e D:4 al Country Group A:5 secondo le norme sulle esportazioni controllate. Questo cambio di categoria sblocca numerose eccezioni normative e consente transazioni più fluide per componenti, apparecchiature e sistemi a duplice impiego. L'ambito non si limita ai processori per l'AI, ma estende i benefici anche a certi equipaggiamenti militari, satelliti commerciali, veicoli spaziali e tecnologie applicate a settori quali la produzione energetica e la desalinizzazione dell'acqua.

Sul versante dell'informatica e dell'intelligenza artificiale, il provvedimento autorizza direttamente il governo degli Emirati insieme alle società locali G42 e Core42, oltre alle divisioni regionali di otto giganti tecnologici statunitensi: Amazon, Apple, Google, Meta, Microsoft, OpenAI, Oracle e xAI. Questi attori potranno ricevere sistemi di calcolo evoluto, componenti integrate, software e tecnologie controllate con procedura semplificata basata sulla License Exception STA, acronimo di Strategic Trade Authorization. Per MGX, fondo di investimento emiratino, lo stato è differente: le richieste di chip e server verranno esaminate con favore, ma non godono della stessa esenzione automatica riconosciuta ai soggetti sopra elencati.

La decisione di Washington costituisce l'attuazione concreta dell'accordo sulla cooperazione in materia di intelligenza artificiale siglato tra gli Stati Uniti e Abu Dhabi lo scorso maggio 2025. Gli Emirati hanno confermato di onorare gli impegni di investimento previsti dall'intesa, incluso il finanziamento dello sviluppo infrastrutturale digitale negli Stati Uniti medesimi. In cambio, le aziende autorizzate beneficiano di una catena di approvvigionamento meno frammentata e tempi di responso ridotti per acceleratori, server e infrastrutture complete di data center specializzati in AI.

Per il settore dei semiconduttori e della computazione intensiva, l'allargamento del mercato emiratino potrebbe tradursi in nuovi contratti per acceleratori, sistemi di rete e piattaforme intere dedicate ai data center di nuova generazione. L'industria sta assistendo a una moltiplicazione degli investimenti in infrastrutture cloud e AI globali, e gli Emirati rappresentano ora una destinazione privilegiata per i fornitori americani. Tuttavia, l'accelerazione amministrativa non garantisce né volumi prestabiliti né tempi di consegna certi, rimanendo subordinata alle dinamiche di mercato ordinarie e alle decisioni commerciali dei singoli player coinvolti.