L'eccezionale ondata di calore che ha caratterizzato giugno 2026 ha lasciato un segno indelebile nei registri meteorologici europei. Secondo i dati satellitari della rete di monitoraggio Copernicus, l'Europa occidentale ha raggiunto temperature medie di 20,74°C, un valore che non ha eguali nella storia climatica disponibile. L'anomalia termica rispetto alla media del periodo 1991-2020 è stata di 3,06°C, un dato particolarmente preoccupante considerando che supera addirittura il celebre picco registrato nella torrida estate del 2003.

A livello planetario, il mese di giugno 2026 si classifica come il secondo più caldo dall'epoca pre-industriale, seconda soltanto a giugno 2024. La temperatura media globale ha raggiunto 16,54°C, con un'anomalia di 1,39°C rispetto alla baseline storica 1850-1900 e di 0,56°C al di sopra della media dei tre decenni 1991-2020. Considerando l'intero continente europeo, giugno di quest'anno si posiziona al secondo posto nella graduatoria storica, dietro a giugno 2019, con una temperatura media di 19,14°C.

L'aumento termico non è rimasto confinato ai confini dell'Europa. Anomalie significative sono state rilevate anche in Siberia occidentale, nel nord del Canada e nella regione occidentale della penisola antartica. Nel Pacifico, prosegue il riscaldamento delle acque oceaniche alimentato dal ciclo di El Niño in corso. Al contrario, alcune regioni hanno sperimentato temperature inferiori alle medie stagionali, in particolare l'Asia orientale, il Sudamerica orientale e l'Antartide orientale.

I dati dei satelliti hanno anche registrato un nuovo primato per i mari globali al di fuori delle aree polari, che hanno toccato una temperatura media di 20,86°C. Questo fenomeno riflette una tendenza più ampia: negli ultimi dodici mesi, la temperatura media globale si è mantenuta 1,43°C al di sopra dei valori pre-industriali, segnalando l'accelerazione del processo di riscaldamento planetario in atto.