Microsoft ha deciso di fare chiarezza sulla bufera sollevata intorno ai licenziamenti che hanno colpito la divisione Xbox nelle ultime settimane. Frank X. Shaw, responsabile delle comunicazioni aziendali, è intervenuto pubblicamente per smentire una narrazione circolata online secondo cui l'azienda avrebbe licenziato dipendenti americani per sostituirli con personale estero assunto attraverso il programma H-1B, il quale consente alle aziende americane di reclutare specialisti internazionali. Shaw ha precisato che questa interpretazione è completamente scorretta e che le riduzioni di organico rispondono esclusivamente alla necessità di ristrutturare una divisione gaming ritenuta insostenibile dal punto di vista economico nella sua configurazione attuale.
Il dirigente ha inoltre fornito dettagli per smontare l'accusa nei numeri. Secondo Shaw, le cifre relative ai visti H-1B citate nella controversia riguardano richieste di rinnovo e nuove domande su scala aziendale globale di Microsoft, non posizioni specifiche all'interno di Xbox. Inoltre, questi numeri rappresenterebbero una frazione minima della forza lavoro complessiva dell'azienda. Una precisazione importante, dato che il programma H-1B rimane una questione politicamente delicata negli Stati Uniti, sottoposto a severi requisiti salariali e contrattuali stabiliti dal Dipartimento del Lavoro per tutelare sia i lavoratori americani che quelli assunti tramite questo canale.
I numeri dei tagli sono impressionanti: Microsoft ha annunciato circa 4.800 licenziamenti globali, pari al 2,1% della sua forza lavoro mondiale. La divisione Xbox ha subito il colpo più duro, con circa 1.600 esuberi immediati e ulteriori riduzioni programmate nel corso dell'anno fiscale, per un totale stimato di circa 3.200 posizioni eliminate. La CEO della divisione gaming, Asha Sharma, ha spiegato in un comunicato ufficiale che il business Xbox presenta margini di profitto da tre a dieci volte inferiori rispetto a realtà comparabili nel settore delle piattaforme e dell'editoria, giustificando così la necessità di una revisione radicale di struttura, costi e operatività.
La ristrutturazione non si limita ai soli licenziamenti. Microsoft ha annunciato il ritorno all'indipendenza di due studi interni, Compulsion Games e Double Fine Productions, mentre ha avviato il passaggio della proprietà di Ninja Theory e Undead Labs a nuovi proprietari con finanziamenti legati a progetti specifici come Senua e State of Decay 3. Per lo studio francese Arkane Lyon sono ancora in valutazione diverse opzioni strategiche. Tuttavia, l'azienda ha tenuto a sottolineare che nessuno dei giochi first-party già ufficialmente annunciati al pubblico verrà cancellato a causa di questi cambiamenti organizzativi, circoscrivendo così l'impatto della ristrutturazione principalmente alla gestione e all'assetto interno della divisione.