Una notizia pubblicata dalla testata internazionale How-To Geek ha scatenato preoccupazioni tra gli utenti di Galaxy Watch di tutto il mondo. Samsung Health avrebbe iniziato a proporre un nuovo modulo di autorizzazione dal titolo "Consent to the Use of Health Data for AI Training and Modelling", che consentirebbe all'azienda sudcoreana di utilizzare i dati sanitari personali per migliorare i propri algoritmi di intelligenza artificiale. In sé, la possibilità di scegliere se autorizzare o meno rappresenterebbe una pratica corretta dal punto di vista della trasparenza. Il vero motivo della controreplica degli utenti, tuttavia, risiede in una dinamica apparentemente punitiva: qualora si decidesse di rifiutare questo consenso, il sistema non si limiterebbe a impedire l'addestramento dell'IA, bensì comporterebbe la perdita della sincronizzazione di tutti i dati sanitari con l'account Samsung e la successiva eliminazione degli stessi, salvo gli obblighi di conservazione dettati dalla normativa vigente.
Ma c'è una precisazione fondamentale che tranquillizza gli utenti europei e italiani. Osservando attentamente le schermate condivise da How-To Geek, è possibile notare un dettaglio cruciale: il modulo riporta la dicitura "Washington Consumer Health Data Privacy Statement". Questo significa che la misura implementata da Samsung è una risposta diretta alle normative dello stato di Washington negli Stati Uniti, uno dei più rigidi in materia di protezione dei dati medici. Il legislatore americano di quello stato ha imposto alle società tecnologiche l'obbligo di ottenere un consenso esplicito e articolato per ogni tipologia di informazione sanitaria raccolta, con la possibilità di revoca in qualsiasi momento. Samsung ha così sviluppato un'interfaccia unica di gestione dei consensi, strutturata con interruttori indipendenti per ogni categoria di dato (informazioni sul benessere, ciclo mestruale, cartelle cliniche, elenco farmaci) proprio per conformarsi a questi rigidi standard americani.
Per quanto riguarda il territorio italiano ed europeo, la situazione è radicalmente diversa. La politica sulla privacy di Samsung Health, consultabile sul sito ufficiale della società, prevede che il trattamento dei dati sanitari avvenga unicamente previa richiesta di consenso esplicito dell'utente. Non esistono clausole che autorizzino Samsung a utilizzare tali informazioni genericamente per scopi di addestramento dell'intelligenza artificiale senza una preventiva e specifica autorizzazione da parte dell'interessato. Il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), che disciplina l'intero territorio europeo, classifica infatti i dati sanitari come categoria particolare e richiede che il loro trattamento sia sempre subordinato a un consenso esplicito e inequivocabile.
La ragione tecnica della scelta di Samsung è pertanto legata a una questione normativa: negli Stati Uniti, e specificamente nello stato di Washington, l'azienda non disponeva di una base legale che le permettesse di sfruttare i dati sanitari per l'addestramento dei modelli AI senza ottenere prima un'autorizzazione specifica da parte degli utenti. Per gli altri dati personali la situazione potrebbe essere diversa, ma per quelli medici e sanitari la legge americana dello stato di Washington è particolarmente stringente. Questo ha spinto Samsung a strutturare il nuovo sistema di consenso granulare, che però non si applica al resto del mondo in cui vigono diverse normative sulla privacy.