Il tira e molla sulla presidenza della Consob potrebbe finalmente avviarsi verso una conclusione. Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha annunciato che il governo affronterà la questione «questa settimana», lasciando intendere che una decisione potrebbe materializzarsi già nel Consiglio dei ministri di martedì. Eppure la strada verso la soluzione è stata tutt'altro che lineare, costellata di veti incrociati e candidature bruciate dalle tensioni nella coalizione.
La situazione di stallo perdura da quattro mesi, da quando Paolo Savona ha terminato il suo mandato senza che il governo individuasse un successore. Nel frattempo, la gestione dell'istituto di vigilanza rimane affidata a Chiara Mosca nella qualità di presidente vicaria, funzione che consente all'ente di operare regolarmente pur in assenza di una guida definitiva. Stessa Mosca, peraltro, era stata accostata in passato come possibile candidata, anche se non risulta più tra i nomi in lizza.
Per trovare un accordo, la coalizione ha dovuto affrontare una serie di impasse. Inizialmente il ministro Giorgetti aveva proposto Federico Freni, sottosegretario al Mef, ma Forza Italia e il suo leader Antonio Tajani si sono opposti fermamente, ritenendo necessaria una figura esterna per garantire l'indipendenza dell'authority. Freni ha così scelto il ritiro, dichiarando di non voler rappresentare un elemento di divisione all'interno della maggioranza. Successivamente, il nome di Federico Cornelli, uno dei commissari in carica, è stato osteggiato dalla Lega di Matteo Salvini, generando ulteriore tensione.
L'ultimo profilo circolato è quello di Marco Osnato, presidente della Commissione Finanze della Camera e responsabile economico di Fratelli d'Italia. La sua candidatura potrebbe rappresentare il compromesso capace di riconciliare le posizioni di Forza Italia e Lega. Le indiscrezioni suggeriscono che il nome di Osnato potrebbe sbloccare anche altre nomine rimaste sospese, come quella di un nuovo vertice dell'Antitrust al posto di Roberto Rustichelli (scaduto il 5 maggio) e della guida dell'Enac, vacante da oltre due mesi con la scadenza del mandato di Pierluigi di Palma.
Nel corso della presentazione della relazione annuale della Consob, Giorgetti ha elogiato il lavoro dell'authority, definendo la gestione temporanea «equilibrata» e ricordando che la vicarietà presidenziale rappresenta uno strumento ordinario previsto dal regolamento interno per assicurare continuità operativa. Una situazione che, sebbene già verificatasi in altre tre occasioni nel passato, questa volta ha alimentato un dibattito complesso sugli assetti di potere nella coalizione di governo. La soluzione attesa per domani potrebbe finalmente chiudere un capitolo che ha riflesso più di quanto desiderato i contrasti interni alla maggioranza.