La piazza di Tokyo non parte con il piede giusto questo giovedì. L'indice Nikkei, principale termometro della borsa nipponica, accusa una flessione dello 0,41%, scendendo a quota 66.965,47 punti e accumulando una perdita secca di 277 unit. Un avvio negativo che riflette l'incertezza che caratterizza i mercati asiatici in questa fase della sessione.

A pesare sugli scambi è soprattutto il rialzo delle quotazioni petrolifere. Il contratto Brent, il benchmark di riferimento per il greggio europeo, si mantiene stabilmente intorno agli 85 dollari al barile, spingendo al rialzo i costi energetici globali. Una pressione che si riversa inevitabilmente sui portafogli dei trader giapponesi, particolarmente sensibili alle fluttuazioni dei prezzi delle commodities.

Il contesto geopolitico internazionale aggiunge ulteriore nervosismo agli investitori. Gli Stati Uniti stanno valutando l'implementazione di un nuovo blocco navale nello Stretto di Hormuz, uno dei corridoi marittimi più strategici al mondo per il transito del petrolio. Oltre al blocco, Washington starebbe anche considerando l'introduzione di un sistema di pedaggio per le navi che attraversano la zona, una mossa che potrebbe destabilizzare ulteriormente il commercio globale di greggio.

Non sfugge ai mercati nemmeno l'indebolimento dello yen, che perde terreno sia rispetto al dollaro americano, attestandosi a 162,40, che rispetto all'euro, dove scende a 184,80. La moneta nipponica, considerata tradizionalmente un bene rifugio durante i periodi di incertezza, sta invece sperimentando una fase di deprezzamento, un segnale che gli operatori non vedono al momento particolari minacce sistemiche all'orizzonte.