Nella serata di sabato 22 marzo, Milano ha registrato un dato di partecipazione referendaria che supera la soglia della metà dell'elettorato. Stando ai dati diffusi alle 23, il capoluogo lombardo ha fatto segnare un'affluenza del 54,36 per cento, una cifra che testimonia un certo coinvolgimento dei cittadini rispetto alla consultazione popolare indetta. Le operazioni di voto proseguiranno domani, domenica 23 marzo, con i seggi aperti dalle 7 alle 15.

Intanto, il fronte del movimento per il No al quesito referendario ha lanciato accuse di irregolarità nel corso della giornata elettorale. Secondo le denunce presentate dal Comitato contrario alla riforma, esponenti della Lega e di Fratelli d'Italia avrebbero condotto attività di propaganda politica all'interno dei plessi scolastici adibiti a seggio. La coalizione oppositrice ha sollecitato un intervento della prefettura per chiarire gli accadimenti e garantire il regolare svolgimento delle operazioni.

Dalla parte del No si muovono figure di spicco della politica milanese e regionale. La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein e il sindaco del capoluogo Beppe Sala hanno coordinato una mobilitazione congiunta in favore del respingimento della riforma, etichettandola come scorretta dal punto di vista sostanziale. Le loro dichiarazioni hanno rilanciato la campagna contraria alla proposta già nel finale della prima giornata di voto.

L'afflusso registrato a Milano nelle prime ventiquattro ore di apertura dei seggi rispecchia un interesse diffuso, anche se non particolarmente eccezionale, attorno al tema della consultazione. La percentuale del 54,36 per cento colloca il capoluogo in una posizione intermedia dal punto di vista della partecipazione, lasciando ancora ampi margini per variazioni nel corso della domenica.