La giustizia del lavoro conferma il licenziamento di un dipendente di Ravenna colpevole di aver inoltrato a una collega contenuti a carattere erotico. Il tribunale ha rigettato il ricorso presentato dall'uomo, riconoscendo la legittimità del provvedimento disciplinare adottato dall'azienda e chiudendo definitivamente la vertenza legale.

Secondo quanto ricostruito nel procedimento, il lavoratore aveva trasmesso un video che ritraeva un'altra collega in atteggiamenti provocanti. Per giustificare l'invio del file, l'uomo aveva addotto una scusa tecnica, sostenendo di non riuscire a scaricarlo autonomamente e di aver quindi deciso di condividerlo con la donna per risolvere il problema.

Tuttavia, il giudice non ha accolto questa versione dei fatti. Nella sentenza, il magistrato ha evidenziato come un comportamento genuinamente ispirato da sincere difficoltà tecniche avrebbe condotto naturalmente il dipendente a rivolgersi all'ufficio informatico dell'azienda, anziché cercare aiuto presso una collega attraverso la trasmissione di materiale dal contenuto esplicito. Questa considerazione ha portato il tribunale a giudicare implausibile la giustificazione fornita.

La decisione riconferma l'orientamento della giurisprudenza in materia di tutela dal mobbing e dalle molestie sui luoghi di lavoro, confermando che i comportamenti di questo tipo integrano una violazione grave dei doveri di correttezza e rispetto reciproco all'interno dell'ambiente professionale, con conseguenze disciplinari fino al licenziamento.