Gennaro Gattuso ha affrontato le critiche sulla situazione di Federico Chiesa durante la conferenza stampa tenuta presso il centro federale di Coverciano, alla presenza del presidente della Figc Gabriele Gravina. Il commissario tecnico della Nazionale ha spiegato le ragioni che hanno portato l'attaccante della Juventus a lasciare il ritiro, motivando la decisione con considerazioni di carattere personale e professionale.
«Ogni giocatore ha una testa diversa», ha dichiarato Gattuso rispondendo alle domande dei cronisti. «Alcuni hanno scelto di restare a Coverciano, altri no. Quando percepisco che un calciatore nutre dei dubbi, devo necessariamente prendere una decisione consapevole. Nel caso di Chiesa, lui stesso non se l'è sentita di rimanere, quindi è tornato a casa sua». Le parole del ct sembrano sottolineare come la scelta non sia stata una sanzione, ma piuttosto il risultato di una valutazione condivisa.
Il commissario tecnico ha inoltre chiarito la sua filosofia di gestione dello spogliatoio, enfatizzando l'ascolto e il dialogo con gli atleti. «Se un calciatore mi comunica che non sta bene fisicamente o mentalmente ed è convinto della sua posizione, non insisto e accetto la sua decisione», ha proseguito. «I rapporti interpersonali con i ragazzi vanno oltre una singola partita. Non avendo competenze mediche specifiche, non posso correre il rischio di esporre qualcuno a infortuni come strappi muscolari o lesioni articolari. Come potremmo guardarci in faccia in futuro se dovesse accadere?».
In contrasto con la situazione di Chiesa, Gattuso ha riservato elogi significativi ad Alessandro Bastoni, che ha scelto di rimanere al ritiro nonostante le difficoltà fisiche riscontrate. «Bastoni merita solo complimenti per la sua professionalità», ha sottolineato il ct. «È arrivato ieri mattina e sta già lavorando per mettere a disposizione della squadra entro giovedì». Un atteggiamento che il commissario tecnico ha implicitamente contrapposto alle scelte di altri elementi del gruppo.
La conferenza stampa si è svolta con alcuni minuti di ritardo, durante i quali è stato osservato un momento di ricordo dedicato a Michele Haimovici, storico addetto stampa dell'Associazione Italiana Allenatori Calcio, scomparso il 7 febbraio scorso. Un gesto che ha sottolineato l'importanza dei valori umani e relazionali che caratterizzano l'ambiente calcistico italiano.