Le ultime rilevazioni diffuse in vista della consultazione referendaria sulla riforma della giustizia confermano un quadro politico in cui il fronte del No mantiene un vantaggio significativo sugli avversari. Secondo la seconda proiezione dell'istituto Tecnè, trasmessa durante la trasmissione Quarta Repubblica, il No raggiunge il 54% mentre il Sì si ferma al 46%. Al momento della rilevazione, il campione copriva il 49% dei votanti.
Un quadro molto simile emerge anche dalle altre fonti di monitoraggio disponibili. La seconda proiezione realizzata dal consorzio Opinio Italia per la Rai su questa medesima materia registra infatti il No al 53,9% e il Sì al 46,1%. In questo caso, la copertura campionaria si attesta al 37%, indicando che una porzione ancora significativa degli elettori non era stata raggiunta dalle ricerche al momento della pubblicazione delle cifre.
I dati riflettono tendenze consolidate nel corso della campagna referendaria, con il voto contrario alla riforma che continua a mantenere il vantaggio nei sondaggi. Tuttavia, le percentuali ancora non censite - che variano dal 51% al 63% dei votanti a seconda della fonte - sottolineano come il risultato finale dipenderà anche dal comportamento degli ultimi scrutini, tradizionalmente decisivi nel determinare l'esito complessivo di consultazioni di questo tipo.
Queste proiezioni rappresentano uno strumento di monitoraggio parziale della volontà popolare e non devono essere considerate come indicatori definitivi, poiché calcolate su campioni ancora incompleti. Il quadro complessivo del voto rimarrà quindi incerto fino alla chiusura completa delle urne e al conteggio totalitario dei suffragi espressi.