Matteo Renzi non usa mezzi termini nel commentare l'esito della consultazione sulla riforma costituzionale. Nel corso di un intervento radiofonico a Radio Leopolda, il presidente di Italia Viva ha definito quanto accaduto come "un fatto politico enorme", sottolineando come la volontà popolare sia stata chiarissima nell'opporsi ai cambiamenti istituzionali proposti dall'esecutivo.
Secondo l'ex presidente del Consiglio, il risultato rappresenta anzitutto una sonora battuta d'arresto per il governo Meloni, andando oltre le questioni meramente politiche legate al merito della riforma stessa. Renzi evidenzia come l'amministrazione abbia scelto una strada che andava ben al di là di una semplice proposta legislativa, trasformandola in una questione di principio e di personalizzazione del dibattito.
Il leader di Iv rimarca un elemento cruciale: quando il corpo elettorale si esprime con una voce così decisa, le istituzioni non possono ignorare quel verdetto. Renzi ricorda inoltre che lo stesso premier aveva precedentemente enfatizzato il proprio gradimento nei sondaggi, presentandosi come dotato di un ampio consenso popolare. Eppure, proprio quel popolo che aveva apparentemente benedetto l'operato dell'esecutivo ha smentito questa lettura nei fatti.
Ciò che Renzi critica maggiormente è il tono utilizzato dal governo nel promuovere la riforma: un atteggiamento definito esplicitamente come "arrogante", che avrebbe sottovalutato la capacità dei cittadini di formarsi un'opinione autonoma. La sconfitta elettorale diventa quindi un insegnamento sulla necessità di ascolto e dialogo, piuttosto che sulla imposizione dall'alto di scelte che alterano gli equilibri costituzionali.