La magistratura napoletana ha manifestato la propria soddisfazione per l'esito del voto referendario trasformando gli uffici giudiziari in luogo di festa e celebrazione. Nel pomeriggio di domenica 23 marzo, quando i dati hanno reso evidente l'affermazione della posizione del No, magistrati e pubblici ministeri hanno dato sfogo alla gioia in modo spontaneo e collettivo, ricorrendo al simbolico inno "Bella ciao" come strumento di espressione della loro vittoria.

L'atmosfera nel palazzo di giustizia si era già caricata di tensione nel corso della giornata elettorale. Dall'arrivo delle prime proiezioni, caratterizzate da una cauta prudenza, fino al momento nel quale i risultati hanno reso il verdetto incontrovertibile, la comunità giudiziaria ha gradualmente elevato i toni della propria esultanza, giungendo infine a celebrazioni aperte e corali.

Il procuratore capo Nicola Gratteri ha monitorato lo sviluppo della vicenda restando presso la sede della Procura, dove si è concentrato il nucleo principale della giubilo collettivo. Parallelamente, l'arrivo del procuratore generale Policastro ha rappresentato un momento di particolare significato, generando una calorosa accoglienza da parte dei presenti. La sua figura ha acquisito rilievo simbolico nel contesto della contesa che ha caratterizzato i mesi precedenti con il ministro della Giustizia Carlo Nordio, rendendo la sua presenza in quell'occasione particolarmente emblematica del clima che pervadeva gli ambienti.

L'episodio riflette le profonde divergenze che hanno contrapposto la magistratura ordinaria al governo nel dibattito costituzionale, trasformando una consultazione referendaria in uno scontro identitario in cui ciascuna parte ha visto rappresentati i propri valori fondamentali e la propria visione dell'ordine giudiziario nazionale.