Il primo ministro ungherese Viktor Orban ha lanciato un durissimo attacco durante l'assemblea dei Patrioti europei a Budapest, accusando le istituzioni comunitarie e il governo ucraino di essersi alleati per ostacolare la sua formazione politica in vista delle elezioni del 12 aprile. Secondo Orban, «forze enormi» sarebbero state mobilitate per contrastare Fidesz nella competizione elettorale imminente, ma ha assicurato che il suo movimento uscirà vincitore dalla sfida.
Le critiche del leader magiaro si sono concentrate in particolare sull'eventuale adesione dell'Ucraina all'Unione europea, definita un «carico insostenibile» per i cittadini europei. Orban ha sostenuto che Bruxelles non solo accetta questo onere, ma intende addirittura aggravarsi ulteriormente, rappresentando quindi una minaccia concreta agli interessi dei contribuenti europei.
Nel suo discorso al partito dei Patrioti, Orban ha inquadrato lo scontro politico attuale come una lotta per «l'anima dell'Europa». Ha sostenuto che il continente ha bisogno di una profonda ristrutturazione dei suoi centri decisionali, per abbandonare il modello federale e tornare a un assetto basato su un'alleanza tra nazioni indipendenti. Il premier ha ribadito l'importanza di leader «patriottici» capaci di garantire pace, stabilità economica e sicurezza ai propri popoli.
Secondo la visione di Orban, solo attraverso questa trasformazione politica e istituzionale sarà possibile salvare l'Europa dalle sue attuali criticità. Le dichiarazioni del premier ungherese rappresentano un'ulteriore escalation dello scontro tra Budapest e le istituzioni europee, su questioni che vanno dalla rule of law alle politiche migratorie, fino alle relazioni con Mosca e Kiev.