La Federazione dei Verdi Europei commenta con favore l'esito della consultazione referendaria italiana, leggendolo come una chiara disapprovazione dei cittadini verso la politica del governo Meloni. Secondo l'analisi della co-presidente Vula Tsetsi, il referendum rappresenta un momento cruciale nel quale gli elettori hanno bocciato duramente l'indirizzo dell'esecutivo, in particolare rispetto alle preoccupazioni sulla tenuta dello Stato di diritto e sull'equilibrio tra i poteri dello Stato.

La dichiarazione dei Verdi inquadra l'evento in un contesto europeo più ampio, dove cresce il malcontento verso le personalità politiche che guidano paesi con derive autoritarie. Secondo la rappresentanza verde, gli attacchi alle istituzioni democratiche perpetrati da Meloni non troveranno tolleranza né negli stati membri dell'Unione né tra i cittadini europei, con il referendum che funge da segnale di allarme verso chi tenta di indebolire i pilastri della democrazia.

Il co-presidente dei Verdi Ciaran Cuffe amplia la prospettiva, evidenziando i legami stretti fra Meloni e l'amministrazione americana Trump. Cuffe ricorda come la premier italiana sia stata l'unica leader europea presente alla cerimonia di insediamento di Trump un anno fa, sottolineando una vicinanza politica particolarmente marcata rispetto ad altri governi continentali.

Secondo l'eurodeputato, le conseguenze economiche delle politiche trumpiane, caratterizzate da dazi commerciali aggressivi e volatilità nei prezzi energetici, stanno creando difficoltà economiche che ricadono direttamente sulle spalle dei cittadini europei. Questo malumore economico alimenterebbe una reazione popolare più ampia contro il circolo di leader europei vicini a Washington, di cui Meloni sarebbe una figura di punta. Cuffe conclude suggerendo che l'Europa sta progressivamente prendendo le distanze da questo fronte politico, come testimoniato proprio dall'esito del referendum italiano.