La bocciatura al referendum costituzionale rappresenta un chiaro verdetto contro l'esecutivo di destra. A sostenerlo è Alessandra Moretti, eurodeputata del Partito Democratico, che legge nei dati dell'affluenza un segnale diretto indirizzato alla premier Giorgia Meloni. Secondo l'esponente dem, il voto dei cittadini conferma che non è possibile riscrivere gli articoli della Costituzione semplicemente sfruttando il peso numerico di una maggioranza parlamentare, tantomeno attraverso atteggiamenti considerati autoritari.

Moretti sottolinea come la massiccia partecipazione al voto dimostri il buono stato di salute della democrazia italiana. I cittadini, sostiene, hanno dimostrato di tenere particolarmente alla difesa dello stato di diritto e ai pilastri fondamentali del sistema istituzionale nazionale. La riforma referendaria era interamente legata all'agenda politica dell'esecutivo, ma è stata la stessa destra a innalzare il livello dello scontro e a trasformare il dibattito in una questione altamente politicizzata.

Secondo l'analisi dell'eurodeputata dem, gli errori strategici commessi dalla destra durante la campagna elettorale sono stati di proporzioni notevoli. Questi passi falsi hanno scatenato una reazione popolare ampia e più intensa rispetto a quanto gli stessi osservatori ritenessero possibile. Il referendum, quindi, testimonia una mobilitazione della società civile attorno a temi istituzionali fondamentali.

Guardando al futuro politico, Moretti assegna una responsabilità cruciale al Partito Democratico e all'intero schieramento di centro-sinistra. È necessario, a suo avviso, elaborare un programma politico netto e credibile, oltre a costruire alleanze solide in vista delle prossime elezioni politiche. Il voto referendario rappresenta dunque un'opportunità per l'opposizione di capitalizzare il consenso manifestato dai cittadini e di proporre un'alternativa coerente al governo nazionale.