Una manciata di cittadini sfida la furia della natura per esercitare il diritto di voto. È accaduto a Ribordone, microscopico comune della Valle dell'Orco incastonato tra le montagne torinesi, dove una violenta nevicata ha trasformato il referendum in una prova di coraggio per gli abitanti. Solo 15 persone su 41 aventi diritto al voto hanno raggiunto il seggio, superando le difficoltà logistiche imposte dalle condizioni meteorologiche estreme della giornata.

Ribordone è un comune caratterizzato da una struttura amministrativa frammentata: il municipio e le sue funzioni pubbliche risiedono in una delle frazioni che lo compongono, il che rende ancora più complessa la situazione quando gli spostamenti diventano proibitivi. Secondo i dati ufficiali registrati al 2025, il territorio ospita 43 residenti, di cui 41 iscritti alle liste elettorali. La partecipazione al voto, attestatasi al 36,59 del totale, rivela le conseguenze concrete che una calamità naturale può avere sulla democrazia partecipativa, anche nelle zone più remote del Paese.

Despetto le avversità, il responso dei quindici votanti è stato netto. In base alle rilevazioni pubblicate sulla piattaforma Eligendo, il fronte del Sì ha prevalso con 9 suffragi, mentre il No ha ottenuto 6 voti. Nonostante il campione ridottissimo, il risultato offre uno spaccato di come anche nei territori più periferici e isolati gli italiani esprimono le loro scelte politiche, quando riescono a superare gli ostacoli che la geografia e il meteo frappongono al diritto di voto.