Una mobilitazione della galassia dei centri sociali ha animato le strade di Napoli nella giornata di ieri, con i manifestanti che si sono radunati in Largo Berlinguer per festeggiare l'esito del referendum e rilanciare la loro contestazione nei confronti dell'esecutivo. Alla protesta hanno aderito circa duecento partecipanti provenienti dalle reti No Kings, dai collettivi universitari (Cau e Caos) e dalle sigle di sinistra radicale come Potere al Popolo e i Carc.
La piazza si è riempita di simboli caratteristici della protesta di sinistra: bandiere rosse sventolate dai manifestanti e numerosi striscioni con messaggi critici verso l'indirizzo politico del governo. Tra i cartelli in mostra spicca un'immagine del presidente del Consiglio Giorgia Meloni rappresentata con il corpo rovesciato, un gesto simbolico volto a sottolineare il netto rifiuto delle politiche governative.
Gli esponenti della rete No Kings e i militanti del Laboratorio Insurgencia hanno diffuso un comunicato nel quale affermano che il risultato referendario rappresenta "un ripudio della guerra e dei provvedimenti autoritari promossi dall'amministrazione Meloni", accusando inoltre l'esecutivo di complicità "nel genocidio in corso ai danni della popolazione palestinese". Secondo quanto dichiarato dagli organizzatori della protesta, "il governo deve rassegnare le dimissioni" per consentire "l'inizio di una stagione di libertà".
La manifestazione napoletana rappresenta il prologo di una più ampia mobilitazione nazionale. Gli attivisti hanno infatti lanciato un invito alla partecipazione massiccia alla due giorni internazionale programmata nella capitale per il 27 e 28 marzo prossimi, che avrà come focus centrale la critica alle strategie belliche adottate dai governi occidentali e la mobilitazione per la pace.