La sconfitta referendaria sulla riforma della giustizia rimbalza negli ambienti politici e mediatici internazionali con una narrativa univoca: Giorgia Meloni esce indebolita da questa consultazione popolare. La stragrande maggioranza delle testate estere interpreta il No degli italiani come un verdetto critico nei confronti dell'esecutivo e delle sue priorità legislative.

Il Guardian non usa mezzi termini, descrivendo l'accaduto come un danno reputazionale per la presidente del Consiglio che comporterà una sua ridotta capacità di azione politica. Secondo il quotidiano britannico, la sconfitta al referendum crea ostacoli concreti agli obiettivi di governo, in particolare alla riforma elettorale che la coalizione spera possa garantire vantaggi alle urne nel 2027 e al progetto costituzionale che consentirebbe agli elettori di votare direttamente il premier. Il Financial Times definisce l'accaduto una «sonora battuta d'arresto», inquadrandolo dentro un contesto più ampio di sfiducia pubblica verso la gestione governativa. Secondo la testata londinese, le tensioni tra Meloni e la magistratura hanno rappresentato uno snodo critico: dall'accoglienza dei migranti in Albania alle politiche infrastrutturali come il Ponte sullo Stretto da 13 miliardi, la giustizia ha frenato diversi progetti esecutivi.

Altri osservatori europei concordano sulla lettura della sconfitta come sintomo di vulnerabilità politica. Politico evidenzia come il risultato indebolisce la posizione della premier in vista della finestra elettorale del prossimo anno, mentre Libération rileva comunque la determinazione di Meloni nel voler proseguire il suo mandato. Der Spiegel parla di «pesante sconfitta» e di una leader «delusa», sottolineando il significato della partecipazione referendaria. El País conclude osservando come questo rappresenti il primo insuccesso elettorale di Meloni in tre anni, un indicatore di stanchezza che potrebbe pesare sugli equilibri del 2027.

L'eco internazionale della consultazione italiana rivela come il voto sia stato interpretato non solo come giudizio sulla riforma della giustizia, ma come barometro della fiducia nel governo. Seppur Meloni abbia già annunciato che resterà al suo posto, l'attenzione della comunità internazionale è focalizzata su come l'esecutivo riuscirà a recuperare terreno politico nei mesi che separano dal prossimo appuntamento elettorale.