Il magistrato Nino Di Matteo ha rilasciato una dichiarazione all'indomani dell'esito referendario, esprimendo soddisfazione per quella che definisce una «giornata di svolta e di speranza per la giustizia» italiana. Secondo il sostituto procuratore nazionale antimafia, il risultato dimostra come l'opinione pubblica abbia sviluppato una lucida comprensione dei rischi connessi alla riforma sottoposta al voto popolare.
Nelle sue parole, Di Matteo ha sottolineato come i cittadini non si siano lasciati confondere da promesse di semplificazione, riuscendo invece a identificare le criticità nascoste dietro la proposta. Il magistrato ha interpretato il voto come un chiaro segnale di attenzione verso la salvaguardia dell'indipendenza e dell'efficacia dell'apparato giudiziario nazionale.
L'esito del referendum rappresenta un momento significativo nel dibattito istituzionale italiano. Il pronunciamento popolare si discosta da quanto avvenuto in altre circoscrizioni, come nel caso di Arcore dove la riforma è stata comunque bocciata: qui il no ha prevalso con un margine particolarmente ridotto, sottolineando la divisione che caratterizza il paese su questo tema delicato.
Le affermazioni di Di Matteo riflettono la posizione di chi, dal mondo della magistratura e delle istituzioni preposte alla lotta contro la criminalità organizzata, ha manifestato preoccupazioni rispetto alle modifiche proposte. Per il magistrato, la consapevolezza dimostrata dai votanti costituisce un elemento di fiducia nel corpo civico italiano e nelle sue capacità di discernimento su questioni di rilevanza costituzionale.