Il fronte che si è opposto alla riforma costituzionale promossa dal governo festeggia oggi una vittoria significativa. Secondo Giuseppe Criaco, editorialista, gli italiani hanno dato mandato chiaro nel respingere un progetto che, a suo giudizio, rappresentava una minaccia diretta ai principi della Costituzione della Repubblica. Il voto è stato letto come un segnale di fiducia nella magistratura e nella necessità di preservare l'assetto istituzionale ereditato dai Costituenti.

Secondo l'analisi fornita, a prevalere sarebbe stata una coalizione trasversale di cittadini senza appartenenza ideologica specifica, uniti dal comune denominatore della difesa costituzionale. In questa narrazione, il movimento dei No avrebbe attratto in particolare giovani e donne, categorie che sarebbero rimaste critiche rispetto alle campagne persuasive condotte a livello istituzionale, inclusi gli interventi della Premier Giorgia Meloni e iniziative comunicative su piattaforme digitali.

Criaco interpreta l'esito referendario come un momento cruciale per la democrazia italiana. Definisce il progetto bocciato come un tentativo di "colpo di Stato costituzionale", sostenendo che questo voto rappresenta la capacità della vigilanza democratica di bloccare trasformazioni istituzionali ritenute inaccettabili. Nel testo, l'autore rimanda a una continuità storica con la difesa antifascista, affermando che le minacce ai principi costituzionali sono ricorrenti.

La retorica della vittoria popolare emerge come centrale nel commento: gli "illusi del No", così definiti criticamente dalle istituzioni fino a poche settimane prima, avrebbero dimostrato di rappresentare in realtà la vera volontà della nazione. Secondo questa lettura, nonostante l'apparente forza governativa, il voto ha evidenziato i limiti del consenso politico su riforme così delicate.

Criaco conclude affermando che questa mobilitazione non rappresenta un episodio isolato, ma il segno di una resistenza duratura dei cittadini contro derive autoritarie future. La sentinella della democrazia, nella sua metafora, avrebbe svolto il suo ruolo di vigilanza, impedendo quello che veniva percepito come un pericolo sistemico per le istituzioni republicane.