Il governo ha puntato tutto sulla lotta ai cosiddetti diplomifici, quelle scuole paritarie che rilasciano titoli di studio senza garantire una formazione adeguata. Eppure, i dati ministeriali raccontano una storia ben diversa da quella delle promesse politiche. Un'indagine approfondita dei numeri forniti dal Ministero dell'Istruzione mette in luce come il fenomeno sia tutt'altro che debellato, anzi persiste con forza nel sistema educativo italiano.
La prova più evidente emerge dall'analisi degli iscritti alle scuole paritarie dell'ultimo anno di corso rispetto a quelli dei cicli precedenti. Le cifre sono eloquenti: negli istituti paritari, il numero di studenti iscritti all'ultimo anno supera in modo considerevole quello degli iscritti agli anni intermedi e iniziali. Un pattern anomalo che non trova riscontro nelle scuole statali, dove la distribuzione risulta più equilibrata. Questa disparità rappresenta un campanello d'allarme che punta direttamente verso il proliferare di strutture dedite a velocizzare i percorsi di studio, permettendo agli alunni di concludere il ciclo senza passare dai passaggi intermedi.
La strategia governativa, sebbene teoricamente corretta nell'intento, ha evidentemente fallito nel raggiungere gli obiettivi prefissati. Le disposizioni varate finora non sono riuscite a smantellare un sistema parallelo radicato e organizzato, che continua a operare sfruttando le maglie larghe della normativa. Il fenomeno interessa migliaia di studenti che cercano scorciatoie per ottenere un diploma, alimentando un mercato sommerso della formazione che rappresenta una minaccia per la qualità dell'istruzione nazionale.
Experto di scuola Salvo Intravaia ha firmato questa inchiesta, portando alla luce dati che il governo avrebbe preferito rimanessero nascosti. L'articolo, pubblicato il 24 marzo 2026, documenta come le misure intraprese fino a oggi si siano rivelate insufficienti e come serva un intervento molto più deciso e penetrante per contrastare realmente questo fenomeno. La questione rimane aperta e urgente, richiedendo una riflessione profonda su come proteggere l'integrità del sistema scolastico italiano dall'erosione causata dai diplomifici.