La crisi nella produzione mondiale di gomma sta raggiungendo dimensioni preoccupanti. I dati dell'indagine congiunturale del Centro Studi di Assogomma disegnano uno scenario di tensione diffusa, con il 63% delle aziende già colpite da significativi rialzi di costo a partire dalla fine di febbraio. Gli aumenti oscillano principalmente tra il 3% e il 10%, ma per alcune tipologie critiche di gomma sintetica—come il nitrile butadienico (NBR) e il polibutadiene, essenziali per innumerevoli applicazioni industriali—i rincari toccano punte del 50%. Queste materie prime rappresentano il fondamento di intere catene produttive, moltiplicando l'impatto dei rincari lungo tutta la filiera.
Il dato che più preoccupa gli operatori del settore riguarda le settimane a venire. La maggior parte dei fornitori internazionali ha già comunicato l'arrivo di altri aumenti a partire dal primo aprile, un chiaro segnale che la pressione sui costi continuerà ad accelerare. Secondo Fabio Bertolotti, direttore di Assogomma, intervenuto in occasione del #FORUMAUTOMOTIVE, i numeri sono "realmente allarmanti". "L'incertezza rappresenta il nemico peggiore che le nostre imprese devono affrontare in questa fase", ha dichiarato, sintetizzando la preoccupazione diffusa nel comparto.
A complicare ulteriormente il quadro è l'opacità che caratterizza il mercato. Circa il 50% dei fornitori non comunica con trasparenza né i listini né i tempi di consegna, e in molti casi ha smesso di accettare nuovi ordini. Questa situazione rende quasi impossibile pianificare la produzione con cognizione di causa e gestire le scorte in modo efficiente, espandendo notevolmente i rischi operativi per le aziende clienti che dipendono da questi approvvigionamenti.
Le cause scatenanti sono molteplici e si alimentano reciprocamente. L'instabilità geopolitica nel Golfo persico condiziona le quotazioni del petrolio greggio, che a sua volta influisce direttamente sul costo dei derivati utilizzati nella fabbricazione della gomma. A questo si aggiungono i colli di bottiglia nella logistica globale, il rialzo strutturale dei prezzi dell'energia e una progressiva scarsità di materie prime di base, che riduce drasticamente la disponibilità di prodotti sul mercato internazionale.
Partendo da un'analisi geografica, emerge che una porzione significativa dei rincari colpisce i fornitori europei, il che significa che il continente sta assorbendo in prima linea l'urto dell'aumento dei costi. Di conseguenza, questa dinamica si propaga velocemente attraverso le catene di fornitura locali, raggiungendo con rapidità anche il prezzo finale per il consumatore. Il settore europeo della gomma si trova così in una posizione di particolare vulnerabilità nel contesto della volatilità globale attuale.