Il listino milanese continua su sentieri rialzisti, confermando il tono costruttivo che caratterizza gli altri principali mercati del Vecchio Continente. L'avanzamento complessivo rimane contenuto ma rassicurante, con gli investitori che mantengono una postura prudentemente ottimista di fronte agli scenari macroeconomici in evoluzione.
A catalizzare l'attenzione degli operatori sono soprattutto gli ultimi sviluppi geopolitici nella regione mediorientale, con particolare focus sulla possibilità di una riapertura dello stretto di Hormuz, passaggio cruciale per i flussi energetici globali. Questo elemento di incertezza si riflette anche nei movimenti dei titoli cosiddetti difensivi e nei comparti legati all'energia. Nel comparto dei beni strumentali, Inwit emerge come protagonista principale della giornata, guadagnando il 3,6% dopo le perdite accumulate nei giorni precedenti. Analogo recupero per Diasorin, che sale del 2,4% in scia a una correzione precedente.
Il fronte bancario rimane caratterizzato da movimenti contraddittori. Banco Bpm guadagna lo 0,8% mentre procede l'aggiornamento della struttura di governo, con la lista presentata da Credit Agricole a fare da sfondo. Decisamente meno fortunate Mps, in calo dello 0,8%, e Unicredit, che cede lo 0,6%. Anche Intesa segna il passo, scendendo dell'1%. L'istituto senese convoca nuovamente l'assise amministrativa per analizzare la ricezione delle liste e la situazione legata a Luigi Lovaglio. Particolarmente pesante la seduta per il comparto della difesa, con Leonardo e Fincantieri che arretrano entrambe del 2,6%. Avio tocca il fondo del listino con una flessione del 3,3%.
Tutt'altro clima nei settori dell'energia e delle utilities. Saipem progredisce dell'1%, così come Eni e Tenaris (+0,8%). Segnali positivi anche da Enel, che sale dell'1,1%, e A2a (+0,4%). Giornata positiva anche per Amplifon, che guadagna l'1% in un contesto dove i titoli difensivi trovano spazi di apprezzamento.
Sul fronte del debito sovrano, lo spread tra il decennale italiano e il corrispettivo tedesco si assesta a 87 punti base, mentre il rendimento del nostro titolo decennale raggiunge il 3,86%, segnali che riflettono una valutazione contenuta del rischio sulla carta del Belpaese, almeno per le metriche di breve termine.