Un fenomeno commerciale che si sta radicando profondamente nel mercato italiano: i servizi di acquisto immediato e pagamento dilazionato, comunemente noti come buy now pay later, stanno registrando una diffusione sempre più marcata, in particolare tra le fasce di popolazione più vulnerabili dal punto di vista finanziario. A certificare questa tendenza è una ricerca condotta da Bankitalia, l'istituto centrale della Repubblica, che ha monitorato l'evoluzione di questa pratica negli ultimi quattro anni.
I dati raccolti dalla banca centrale raccontano una storia preoccupante: la crescita dell'utilizzo di questi mini-prestiti veloci non è uniforme tra le diverse categorie sociali. Al contrario, l'aumento più consistente si osserva esattamente dove meno sarebbe auspicabile. Sono i cittadini con capacità di reddito limitata e coloro che in passato hanno visto respingere le loro domande di finanziamento tradizionale a rappresentare la quota più significativa di nuovi utilizzatori di questi servizi.
Questo scenario solleva interrogativi rilevanti sulle dinamiche del credito al consumo nel nostro Paese. Da un lato, i servizi buy now pay later offrono accessibilità immediata al consumo, aggirando le verifiche più stringenti degli istituti bancari convenzionali. Dall'altro, il loro utilizzo tra soggetti già gravati da precedenti difficoltà creditizie potrebbe rappresentare un segnale di ulteriore indebitamento e di possibili rischi per la stabilità finanziaria personale di questi consumatori. La facilità di utilizzo e l'apparente assenza di ostacoli burocratici potrebbero mascherare insidie legate a tassi di interesse talvolta elevati e alla progressiva stratificazione dei debiti.
La ricerca di Bankitalia mette in luce come le piattaforme di credito rapido stiano effettivamente colmando un vuoto lasciato dal sistema finanziario tradizionale, ma con conseguenze che meritano attenzione da parte dei regolatori e degli esperti di politica creditizia. La crescita registrata dal 2022 a oggi suggerisce che il fenomeno non è transitorio, ma rappresenta un cambiamento strutturale nelle modalità di accesso al credito dei consumatori italiani, soprattutto per chi ha minori opportunità di scelta.