Carlo Nordio non si sottrae: dopo il verdetto delle urne che ha sancito il predominio dei contrari alla riforma della giustizia, il Guardasigilli ha deciso di assumersi interamente il peso politico dell'esito negativo. Nel corso di un'intervista al programma Start, trasmesso su Sky Tg24, il ministro ha dichiarato senza giri di parole che il progetto normativo reca la sua firma e che per questo motivo intende rispondere personalmente del risultato ottenuto.
Interpellato sulle ragioni del fallimento al tavolo del voto, Nordio ha evitato di individuare capri espiatori o di attribuire i meriti della sconfitta a fattori esterni. Al contrario, ha riconosciuto candidamente che qualora fossero emersi difetti nella costruzione della riforma o nella sua presentazione al pubblico, la responsabilità ricade anche su di lui. Il titolare della Giustizia ha così scelto la strada della trasparenza anziché della difesa strumentale.
Un aspetto interessante della sua riflessione riguarda la campagna referendaria in sé. Nordio ha sottolineato come il dibattito pubblico sia stato caratterizzato da accesi scontri dialettici, dai quali però egli stesso si è tenuto consapevolmente ai margini. Secondo il ministro, questa esacerbazione dello scontro non avrebbe comunque inciso sugli equilibri del voto, sebbene rimanga aperta la questione se una comunicazione più pacata avrebbe potuto modificare i risultati.
La posizione assunta da Nordio rappresenta un gesto di responsabilità istituzionale raramente osservato nel dibattito politico contemporaneo, dove di solito le sconfitte vengono attribuite a circostanze avverse o a colpevoli assenti dal tavolo delle decisioni. Con questa dichiarazione, il Guardasigilli rimette la palla in gioco e apre la strada a possibili evoluzioni nel dossier della riforma della magistratura.