Le frodi telematiche continuano a moltiplicarsi nel nostro Paese, adattandosi alle nuove piattaforme di comunicazione e sfruttando i timori dei cittadini. Tre schemi criminali stanno circolando massicciamente in questi giorni, causando danni economici e psicologici a migliaia di persone.

Il primo raggiro prende di mira gli utenti attraverso messaggi SMS che invocano urgenze legate ai vaccini anti-Covid. I malfattori inoltrano notifiche che ordinano di contattare immediatamente un presunto "Centro Gestione Vaccinale" al numero 89347730, sostenendo di avere informazioni riservate da comunicare al destinatario. Chiunque componga quel recapito non sta parlando con operatori sanitari bensì con truffatori specializzati: la semplice telefonata basta ad attivare abbonamenti occulti che prosciugano il credito telefonico o, negli episodi più gravi, svuotano direttamente il conto bancario collegato alla carta associata al numero.

Un secondo schema utilizza un espediente analogo ma cambia il pretesto: falsi messaggi invitano a contattare urgentemente il "Centro Unico Polivalente" (CUP) al numero 8938930915 con la scusa di comunicazioni personali in sospeso. Anche in questo caso, comporre il numero rappresenta un pericolo concreto perché consente ai cybercriminali di installare malware nei dispositivi. Una volta infettato lo smartphone, il software malevolo può rubare informazioni sensibilissime: credenziali bancarie, password, dati di accesso ai social network e ogni genere di informazione personale.

Ma la creatività dei truffatori non si ferma agli SMS. Su WhatsApp è comparsa una nuova tattica che sfrutta i contatti personali degli utenti. I criminali, dopo aver compromesso le rubriche telefoniche, si fingono amici o conoscenti e chiedono prestiti urgenti per presunte emergenze dentistiche. Il messaggio-tipo recita: "Ciao, mi aiuti? Mi servono mille euro per il dentista, la carta non funziona e devo pagare adesso". Per aumentare la credibilità della frode, promettono restituzione entro poche ore. Nella pratica, non esiste alcuna emergenza dentale né alcuna intenzione di restituire il denaro.

Gli esperti di cybersecurity consigliano una regola aurea: non fidarsi mai di messaggi non sollecitati che richiedono contatti telefonici urgenti, indipendentemente da chi pretendono di rappresentare. Nel caso di richieste di denaro pervenute tramite WhatsApp, anche se apparentemente provenienti da contatti noti, è fondamentale effettuare una telefonata diretta per verificare l'autenticità della domanda. Nel 99% dei casi quella chiamata di controllo smaschererà immediatamente l'inganno. I messaggi sospetti vanno eliminati senza esitazione e, possibilmente, segnalati alle piattaforme che li veicolano.