Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha chiarito con fermezza che la posizione di Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del dicastero, rimane completamente al sicuro. Interpellato durante un'intervista a Sky Tg24, Nordio ha risposto con un secco 'no, assolutamente' quando gli è stato chiesto se la permanenza della Bartolozzi fosse in discussione a causa degli esiti del referendum sulla riforma della magistratura.

Il titolare del dicastero ha cercato di ridimensionare le polemiche che hanno accompagnato la consultazione referendaria, sostenendo che le critiche provenienti dai ranghi della sua amministrazione e della coalizione di governo si equivalgono con quelle arrivate dall'opposizione. Secondo Nordio, una valutazione equilibrata delle dichiarazioni rilasciate da entrambi i fronti porterebbe a concludere che la situazione, dal punto di vista numerico, risulta pressoché neutrale.

Nordio ha inoltre sottolineato che il dibattito eccessivamente polarizzato che ha caratterizzato la campagna referendaria non avrebbe inciso in maniera significativa sui risultati finali. Il ministro ha sempre cercato di mantenersi distante da questa dinamica conflittuale, come ha ribadito nella sua intervista.

Sul fronte della responsabilità politica, Nordio ha deciso di assumersi pienamente la paternità della riforma della giustizia, dichiarando che 'questa riforma porta il mio nome'. Ha inoltre ammesso che qualora vi fossero stati errori nella comunicazione della riforma o nella sua impostazione iniziale, questi sarebbero comunque di sua competenza. Un atteggiamento che sembra voluto a marginalizzare le responsabilità di chi lo affianca, come la stessa Bartolozzi, confermandone di fatto l'incrollabile fiducia.