Il Parlamento europeo alza la guardia sulle regole che disciplinano i giganti tecnologici. La commissione per il Mercato interno ha dato il via libera a una risoluzione che esamina l'applicazione della legge sui mercati digitali (Dma) e il suo impatto sul settore, in vista della prossima revisione prevista nei prossimi mesi. Con 33 voti a favore, 2 contrari e 11 astensioni, gli eurodeputati hanno tracciato una linea netta: le regole europee devono restare salde e uguali per tutti.
Ma c'è un elemento che ha particolarmente allarmato Bruxelles: il documento denuncia apertamente le "pressioni politiche esterne" che tentano di indebolire la normativa. Un chiaro riferimento ai tentativi di attori internazionali - in primo luogo americani - di fare lobbying per ammorbidire le maglie della legislazione europea. Secondo il Parlamento, la sovranità dell'Ue non può essere messa in discussione e le norme devono applicarsi equamente a tutti i gatekeeper, indipendentemente da dove hanno sede o quale sia la loro nazionalità.
La risoluzione non risparmia critiche specifiche a comportamenti considerati scorretti. Google continua a praticare l'auto-preferenza nei risultati di ricerca, limitando le scelte dei consumatori. TikTok utilizza schermata e tecniche psicologiche sofisticate per ottenere il consenso degli utenti. Microsoft modifica le impostazioni predefinite e ostacola l'accesso facilitato ai servizi concorrenti. E Booking.com persiste nell'applicare clausole di parità vietate dalla normativa. Ogni violazione contribuisce a un quadro di un'industria che continua a testare i limiti delle regole.
Gli eurodeputati chiedono inoltre alla Commissione europea di accelerare i procedimenti di non conformità già avviati, senza ulteriori ritardi. L'applicazione della legge deve essere rapida e incisiva. Parallelamente, la revisione del regolamento dovrà affrontare le nuove sfide poste dall'intelligenza artificiale generativa e dalle infrastrutture cloud, senza però riaprire il dibattito sui fondamenti, l'ambito di applicazione e l'architettura del Dma. Non è il momento di fare passi indietro, è il messaggio che emerge.
Per rendere tutto questo possibile, serve più muscolatura. Il Parlamento chiede un "rinforzo significativo" delle risorse umane e finanziarie dedicate all'enforcement della normativa. Controllare miliardi di utenti e transazioni globali richiede un impegno importante. La risoluzione, accompagnata anche da un'interrogazione orale, approderà al voto della sessione plenaria tra il 27 e il 30 aprile, per un'approvazione definitiva che darà ancora più peso alle rivendicazioni di Bruxelles.