Si è svolto presso il Parlamento europeo un seminario dedicato alle prospettive della regolamentazione farmaceutica e alla capacità competitiva del comparto in Europa e in Italia. L'iniziativa, promossa dall'eurodeputato Michele Picaro della delegazione di Fratelli d'Italia, ha riunito esponenti istituzionali e rappresentanti dell'industria del settore per analizzare le criticità e individuare soluzioni strategiche.
Secondo Picaro, incontri di questo tipo risultano fondamentali per posizionare il sistema Italia come protagonista a livello continentale. "Dobbiamo lavorare concretamente per aumentare la competitività dell'Unione europea, e questo richiede il dialogo costante tra le istituzioni e gli operatori economici," ha dichiarato il parlamentare.
Tra i partecipanti figurava Stefanos Tsamousis, responsabile generale di Roche per il territorio italiano, che ha illustrato le sfide affrontate dall'industria farmaceutica moderna. Una questione cruciale riguarda la moltiplicazione dei vincoli burocratici: secondo il dirigente, un'azienda come Roche deve rispettare almeno 500 procedimenti amministrativi diversi per ogni innovazione introdotta nel mercato italiano. Questa complessità normativa crea ostacoli significativi in un contesto caratterizzato da una competizione globale sempre più serrata, dove attori internazionali come l'Arabia Saudita e la Cina stanno investendo massicciamente in ricerca e sviluppo.
Un aspetto particolarmente critico evidenziato da Tsamousis riguarda lo schema del payback, il meccanismo di restituzione dei costi che Roche considera controproducente per il sistema sanitario italiano. "Questo sistema scoraggia gli investimenti in innovazione perché non riconosce adeguatamente il valore dell'innovazione stessa," ha spiegato, sottolineando come il mancato riconoscimento economico dell'avanguardia tecnologica crea un disincentivo alla ricerca.
La chiave per garantire autonomia e competitività a livello europeo, secondo il dirigente, passa dalla rimozione di questi ostacoli normativi e fiscali. Solo semplificando i processi e adottando politiche di incentivazione dell'innovazione, l'Italia e l'Europa potranno posizionarsi adeguatamente nello scenario competitivo globale del settore farmaceutico, dove la ricerca scientifica e l'agilità organizzativa rappresentano fattori decisivi.