Salvatore De Meo, eurodeputato forzista e responsabile del Dipartimento italiani all'estero, ha commentato l'esito negativo della recente consultazione referendaria con toni che mescolano delusione e riconoscimento dei meriti della comunità italiana nel mondo. Pur ribadendo il pieno rispetto per la volontà popolare, De Meo ha definito l'occasione come "importante" ma non colta, sottolineando il rammarico per una chance sfumata.

Al centro del dibattito era una proposta di riforma volta a rendere il sistema giudiziario più equo e credibile. Secondo De Meo, però, la discussione avrebbe smarrito il focus sui contenuti tecnici, trasformandosi invece in uno scontro di natura politica. L'europarlamentare ha ribadito che Forza Italia ha mantenuto una posizione rigorosa, affrontando il tema con serietà e senza farsi attrarre da "letture ideologiche" o "narrazioni distorte".

La vera sorpresa emerge dai numeri relativi agli italiani residenti estero: il sì ha raggiunto il 56,34% contro il 43,66% dei contrari. Un dato che De Meo legge come una dimostrazione di consapevolezza e obiettività, attribuita alla distanza fisica da pressioni locali e strumentalizzazioni partitiche. A suo dire, se il voto nazionale fosse stato allineato con le preferenze della comunità estera, la riforma avrebbe ottenuto l'approvazione.

Questa divergenza rappresenta, nell'analisi del deputato, un indicatore della qualità della comunità italiana all'estero: attenta, informata e profondamente interessata al destino della nazione. Nonostante l'amarezza per la mancata approvazione, De Meo ha concluso guardando al futuro, promettendo di continuare a valorizzare il ruolo degli espatriati come "ambasciatori autentici" della cultura e dell'eccellenza italiana nel panorama internazionale.