La procura belga ha annunciato il fermo di due adolescenti sospettati di aver incendiato deliberatamente un'auto nel quartiere ebraico di Anversa. Le autorità però mantengono ancora incertezza sulla reale intenzione degli arrestati: resta da determinare con precisione se la comunità ebraica fosse il vero obiettivo dell'azione criminale.

L'indagine acquista contorni ancora più preoccupanti alla luce di elementi emersi nelle scorse settimane. Gli investigatori belgi sono entrati in possesso di un video a carattere potenzialmente jihadista nel quale vengono rivendicati roghi di automobili del tutto simili a quello di Anversa. A causa di questa connessione, anche i servizi specializzati in contrasto al terrorismo si sono uniti all'inchiesta, elevando il livello di allerta.

Gli episodi violenti sembrano non limitarsi al solo Belgio. Il 9 marzo scorso un'esplosione ha colpito una sinagoga nella città di Liegi, causando danni significativi. Pochi giorni dopo, tra il 13 e il 14 marzo, analoghi attacchi hanno bersagliato obiettivi nei Paesi Bassi, con episodi segnalati prima a Rotterdam e successivamente ad Amsterdam. Questa sequenza ravvicinata di incidenti ha alimentato le preoccupazioni per la sicurezza della popolazione.

In risposta all'escalation di tensioni, il governo belga ha adottato misure straordinarie di protezione. Da ieri sono stati dispiegati contingenti militari nelle principali città, con particolare concentrazione a Bruxelles e Anversa, per garantire la vigilanza su sinagoghe, strutture scolastiche e altri siti strategici della comunità ebraica. Theo Francken, ministro della Difesa, ha giustificato la decisione sottolineando il carattere irrinunciabile della sicurezza dei cittadini e riaffermando l'impegno del governo in una strategia risolutiva.