La situazione internazionale è sempre più critica e l'Unione europea deve sapersi adattare a un nuovo contesto caratterizzato da instabilità e conflitti diffusi. È il messaggio lanciato da Ursula von der Leyen durante un intervento al Parlamento australiano a Canberra. La presidente della Commissione Ue ha descritto un quadro globale profondamente mutato rispetto al passato, dove le certezze che hanno guidato le politiche europee negli ultimi decenni non reggono più.
"Viviamo in un mondo brutale e imprevedibile", ha affermato von der Leyen, riferendosi soprattutto al conflitto che prosegue in Ucraina ormai da quattro anni senza prospettive di conclusione rapida, e all'escalation in Medio Oriente. La Commissaria ha sottolineato come i Paesi europei, costruiti sulla premessa di stabilità e sicurezza, debbano ora confrontarsi con una realtà completamente diversa e più minacciosa.
Una delle lezioni più dure imparate dall'Europa riguarda la vulnerabilità alle dipendenze esterne, in particolare energetiche. Von der Leyen ha ricordato come Bruxelles stia ancora facendo i conti con la propria relazione con il gas russo, una vulnerabilità che è diventata evidente nel febbraio 2022 con l'invasione dell'Ucraina. I rincari nei prezzi dell'energia rappresentano un problema concreto per i cittadini europei e rispecchiano come nessuna nazione sia immune dagli shock geopolitici ed economici di portata globale.
Il viaggio in Australia assume un significato simbolico nel discorso della presidente dell'esecutivo Ue. Nonostante la distanza geografica considerevole tra Canberra e Parigi, le sfide che affrontano le due regioni sono spesso identiche. "Costruire resilienza è il compito centrale di oggi", ha scandito von der Leyen, indicando come la soluzione passi per un ripensamento strategico delle partnership internazionali.
Con questa visita, l'Europa intende inaugurare una nuova fase nei rapporti con l'Australia basata su intese economiche e di sicurezza più profonde. Von der Leyen ha rimarcato come l'Ue sia profondamente cambiata e non sia interessata a operazioni meramente commerciali, ma a costruire legami autentici fondati su principi di amicizia e interessi reciproci. Il messaggio è chiaro: l'Europa guarda avanti, consapevole delle minacce, ma determinata a rafforzare le sue alleanze nel nuovo ordine internazionale.