Un passo avanti deciso verso la semplificazione della selva normativa che frena il settore aerospaziale europeo. È quanto ha annunciato Elena Donazzan, eurodeputata di Fratelli d'Italia e relatrice del nuovo Space Act, durante la presentazione del regolamento al Parlamento europeo. Lo strumento punta a eliminare gli ostacoli burocratici che oggi frammentano il mercato dello spazio tra i vari Stati membri, creando inefficienze e rallentamenti per le aziende che operano nel settore.
Secondo Donazzan, il lavoro di revisione ha prodotto risultati tangibili: il testo normativo è stato ridotto del 35%, con l'eliminazione di duplicazioni e il significativo accorciamento dei tempi per ottenere le autorizzazioni necessarie. Ma non è solo una questione di numeri. Il nuovo regolamento introduce una governance più lineare, prevede il riconoscimento reciproco delle autorizzazioni tra Stati membri, semplifica le norme sulla cybersicurezza e si allinea agli standard internazionali già consolidati nel resto del mondo.
Un approccio, questo, che si contrappone decisamente a quello precedentemente proposto dalla Commissione europea, caratterizzato da un orientamento più dirigistico. "Creare un mercato unico non significa moltiplicare la burocrazia, bensì armonizzarla in modo intelligente", ha spiegato Donazzan, sottolineando come la vera sfida sia fare della normativa uno strumento che abilita le imprese anziché ostacolarle.
L'eurodeputata non si ferma alla semplificazione normativa, ma allarga lo sguardo alle condizioni che permetteranno alle aziende europee di competere davvero a livello globale. Per questo chiede misure di accompagnamento e un collegamento con il Competitiveness Fund, il fondo dell'Ue destinato a sostenere la competitività industriale. Lo Space Act, insomma, deve inserirsi in una strategia più ampia che dia alle imprese europee del settore aerospaziale le risorse e l'ambiente normativo necessari per innovare e crescere nel mercato internazionale sempre più competitivo.