Un video di sicurezza di soli 31 secondi rappresenta un elemento cruciale nell'inchiesta sulla tragedia del Constellation, il discobar dove nella notte di Capodanno hanno perso la vita 41 persone. Secondo quanto rivelato da alcuni media elvetici, le immagini registrate dalle telecamere interne documentano un fatto determinante: alle 1.26 di notte, un dipendente avrebbe aperto la porta di emergenza al piano terreno per permettere l'accesso a un individuo, il quale avrebbe successivamente azionato il chiavistello bloccando così l'uscita. Pochi secondi dopo sarebbero state accese le candele pirotecniche poste sulle bottiglie di champagne, da cui ebbe origine l'incendio che si propagò rapidamente nel locale strapieno di persone.

La chiusura di questa porta di sicurezza ha giocato un ruolo fondamentale nell'ostacolare la fuga dei clienti durante l'emergenza, trasformandosi in un collo di bottiglia fatale per centinaia di persone che cercavano disperatamente di mettersi in salvo. Su questo punto si concentra una delle questioni ancora più controverse dell'inchiesta, rimasta priva di un chiarimento definitivo. Jessica Moretti, proprietaria dell'esercizio, ha sostenuto durante gli interrogatori che quella porta non veniva mai chiusa a chiave durante il servizio. Una versione però in contrasto con la testimonianza di Jankovic Predrag, il buttafuori che lavorava nel locale il giorno della tragedia, il quale ha raccontato agli inquirenti di aver sentito la stessa Moretti coordinare con i collaboratori affinché tutte le porte rimanessero sigillate.

L'inchiesta prosegue con ritmo serrato presso la procura distrettuale di Sion. Nelle prossime ore gli investigatori ascolteranno Rozerin Ozkaytan, una giovane fotografa che lavorava al Constellation la notte dell'incendio e che ha miracolosamente sopravvissuto alla catastrofe, benché sia rimasta in coma per diverse settimane. A partire dal 7 aprile seguiranno gli interrogatori dei cinque amministratori dell'ente locale, tra cui figura il sindaco di Crans-Montana Nicolas Féraud. Questi ultimi rappresentano gli ultimi dei nove indagati complessivamente dalla magistratura per responsabilità nella gestione della struttura e nella tragedia di fine anno.